Giovanni Perazzo

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Un’altro Saclantico che ci abbandona. Stamani ho avuto notizia che il nostro collega Giovanni Perazzo ci ha lasciati. Ho conosciuto Giovanni nel lontano 1963 appena entrato al Centro Saclant. Non ricordo bene forse era entrato con il gruppo di Micarelli, come ditta esterna addetta alla manutenzione dell’edificio ed i suoi impianti. In seguito

tutto il gruppo fu assunto stabilmente. Ricordo che è sempre stato un bravo ragazzo, lavoratore, educato e sempre disponibile. I miei rapporti, per diversità e tipo di lavoro erano piuttosto sporadici, ma mi è rimasta un’impressione piacevole e gentile nei suoi riguardi. Senz’altro altri colleghi avranno dei ricordi più particolareggiati per essere stati più a contatto di gomito con Giovanni, che ci lascia a soli 79 anni dopo una malattia che non perdona. Non mi rimane altro che porgere le mie più sentite condoglianze alla famiglia da parte di tutti i Saclantici. Ciao Giovanni.

P:S. Le esequie avranno luogo Mercoledì 23/05/2018 alle 10:00 alla Chiesa dell’ospedale di La Spezia

Chi era Garibbo Alberto, per gli amici “Il Ga’ “

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Conobbi il Ga’ nel lontano 1964, quando entrò al centro Saclant. Fu assunto nel Sound Propagation Group, come analista, aveva fatto il liceo scientifico e non so se si era inscritto all’università, ma che non credo abbia mai frequentato. Il posto richiedeva una buona conoscenza di matematica da poter essere applicata all’analisi dei dati rilevati in mare. All’inizio non ci frequentammo molto, visto i pochi contatti che per motivi di lavoro avevamo, lui in un gruppo ed io al vecchio computer, regalo della marina americana al Saclantcent. Le nostre frequentazioni erano appena limitate al “Ciao”, “Ciao” quando ci incrociavamo nei corridoi.

Nel ’65 il vecchio computer venne dismesso, ormai obsoleto, ed io fui passato al laboratorio generale dove lavoravamo su richiesta dei vari gruppi di ricerca costruendo apparecchiature specifiche richieste e progettate dai ricercatori, (chiamati Scienziati) dei vari gruppi. A seconda del progetto per cui lavoravamo capitava anche, se il progetto era abbastanza grande, di venir passati al gruppo per cui lavoravamo.

E così accadde a me di venir passato al Sound Propagation prima per brevi periodi e poi in maniera definitiva. E fu così che mi ritrovai nello stesso gruppo del Ga’.

Dopo un po’ di tempo iniziammo a frequentarci, lui era piuttosto serio, aveva un paio d’anni più di me, sposato come me ed aveva due figli, maschio il più grande e la figlia per la quale stravedeva, perché mi sono accorto, poi col passare del tempo che aveva una certa predilezione per le femmine. Oh, intendiamoci bene, niente di male, tutto secondo la più ferrea onesta di marito e padre di famiglia, ma gli piaceva intrattenersi a parlare con le donne e queste ne erano felici. anche perché da giovane era un discreto ragazzo.

A quei tempi cominciarono le crociere di lavoro accompagnate da imbarcazioni più piccole come i dragamine che dovevano lanciare le sorgenti sonore costituite da bombette di profondità. E sia Alberto che Mari, un altro analista più anziano iniziarono a seguire il bombardiere per coordinare sia i run della nave e organizzare con il bombardiere i collegamenti via radio con la nave madre dove mi trovavo io al seguito delle apparecchiature da noi costruite. Passato quel periodo ci fu un po’ di rivoluzionamento del personale. Fu costituito un unico laboratorio affidato all’ing. Barbagelata con compiti di progettazione, costruzione e siccome era sopravvenuto anche l’uso del computer per l’analisi dei dati anche Alberto si ritrovo con noi nel nuovo gruppo denominato EED (Enginering Eletronic Department)

In quel periodo sia io che Alberto ci mettemmo a dieta e mangiavamo a mezzogiorno una mela che ci portavamo da casa. Quante mele ci siamo mangiati a quel tempo; lui alla sua scrivania ed io all’ora di pranzo andavo nel suo ufficio, mi mettevo davanti a lui e ci mangiavamo quelle mele scherzando e ridendo, poi, se era bel tempo andavamo a fare un giretto per i moli della marina militare e parlavamo e ci raccontavamo di tutto, da quello che succedeva nelle reciproche famiglie ai vari pettegolezzi che sentivamo in giro per il centro, e se ogni tanto io mi arrabbiavo per qualche controversia, calmo calmo sorridendo mi diceva :”Piero, non cominciare a fare le bizze” allora lo guardavo e tutto finiva in una risata.

Povero Ga’ ! quanto abbiamo riso assieme! Era proprio un brava persona, religiosissimo, ma di una religione intelligente, non bigotta. che sapeva capire anche coloro che non lo erano, come me. Forse per questo andavamo tanto d’accordo. Io rispettavo le sue idee e lui le mie. Quando andò in pensione nel ’96 usufruendo di una buonuscita data dal Centro per sfoltire un po’ di personale per me fu un dispiacere e i sette anni che rimasi prima del mio pensionamento furono più tristi come se mi fosse venuto a mancare un qualcosa di cui non mi rendevo conto. Caro Ga’ ci vedevamo soltanto in ricorrenza dei pranzi di noi pensionati, comunque non mancavamo mai di darci un colpo di telefono per sentirci ancora e avere notizie delle proprie famiglie.

Ed ora alla luce dei fatti, considerando anche la perdita di Enzo avvenuta pochi giorni fa, mi domando se tutto quello che facciamo nella vita specie quando ci arrovelliamo su questioni abbastanza futili sia veramente giustificato. Ciao Ga’.

 

Chi era Enzo Michelozzi

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Enzo Michelozzi ci ha lasciati per una crociera celeste, suppongo di quelle come diceva lui:Sa da fà in tutte le maniere. Caro il mio “Polverone”, come lo chiamavamo noi scherzosamente per quel suo modo di voler sempre arrivare a concludere positivamente un certo problema. Oh intendiamoci, un’intelligenza di prim’ordine accompagnata ad una volontà di ferro.

Conobbi Enzo nel lontano 1964, se non vado errato, io ero entrato al Saclant da appena 2 anni. Legammo subito, forse perché anche lui era toscano come me, e quella sua aria un po’ cialtroncella di noi toscani mi fece sentire subito a mio agio. A quei tempi eravamo entrambi fidanzati, ognuno nella propria città: lui a Pistoia ed io a Pisa. Lui era perito industriale e si era inscritto alla facoltà di geologia all’ateneo di Pisa. Lavorare e studiare contemporaneamente ti rende la vita un po’ stressante e lui cercava di strappare tutti i ritagli di tempo per poter studiare.  Mi ricordo che tutti i week-end andavamo a casa il venerdì sera e ripartivamo ognuno dalla sua città il lunedì mattina presto e spesso ci incontravamo in autostrada. Lui aveva una 500 ed io a quei tempi una DKW 750, (macchina stranissima a 2 tempi, 3 cilindri che andava a miscela al 2%). Essendo a 2 tempi aveva una buona ripresa e specie ai semafori molte macchine anche più pretenziose facevano brutte figure. Le prime volte che l’ho incontravo sull’autostrada specie se ero dietro vedevo un comportamento di guida strano accompagnato da leggeri sbandamenti a destra e a sinistra.
Dopo un po’ capii da cosa era causato: Studiava e ripassava le lezioni tenendo il libro aperto sul sedile del passeggero ed ogni tanto era costretto a prenderlo per leggere qualcosa o per voltare alla pagina seguente. Meno male che a quei tempi non c’era il traffico di oggi e una buona dose di fortuna non ha mai portato quel comportamento a dir poco incosciente a niente di disastroso.
Ma questo era Enzo, sempre impegnato in qualcosa da fare, dagli aggiustamenti e rifacimenti in muratura alla casa, che lo teneva impegnato, ormai anche dopo laureato passava il tempo libero a fare migliorie alla casa di cui andava orgoglioso per la vista mozzafiato di cui godeva. Poi così com’era, imbrattato di calce, magari veniva al lavoro. Ed io gli dicevo: “Oh Enzo, ma sei proprio un cialtronaccio, ma guarda in che condizione sei”. E lui di rimando “Perché sto male?”.
“Caro il mì Enzo”, come diceva la moglie Anna, che insieme ai tre figli lo adoravano. La Anna con la sua vocina, donna decisa che sa il fatto suo, ogni tanto lo redarguiva, e lui come un bravo cucciolone obbediva.
Ogni tanto gli dicevo “tu dovresti essere rinchiuso in un cassetto con su scritto “EMERGENZA” da tirare fuori soltanto quando si presentano situazioni di emergenza. Finita l’emergenza Via da bravo ritorna nel cassetto”. E lui ci rideva, perché capiva che quelle critiche erano condite da tanto affetto e rispetto per la sua professionalità.

Una volta a bordo del Paolina eravamo in Grecia, a quei tempi non avevamo aria condizionata a bordo ed in laboratorio avevamo più di 45 °C e sia noi che le apparecchiature cominciavamo ad andare in tilt.

Noi stavamo in costume da bagno ed a turno lasciavamo la nostra postazione per andare a fare una doccia a poppa dove avevano installato all’aperto una doccia d’acqua di mare. Poi così come eravamo si tornava in laboratorio per continuare il nostro lavoro ma alle apparecchiature, chiaramente non potevamo riservare il solito trattamento, e allora si ricorse a geniaccio di Enzo che in un paio d’ore trovò due ventilatori piuttosto potenti e con cartone e scotch di carta mise su una condotta di circa 20 cm di diametro che partiva dagli alimentatori di potenza a rischio d’incedio si sviluppava lungo la murata del laboratorio per andare a scaricare l’aria prelevata fuori dall’oblo. Una vera opera d’arte che avrebbe fatto invidia a qualsiasi installatore di aria condizionata. E così anche quella volta grazie al bimbo “Emergenza” portammo a termine la crociera senza danni.

Visto che dormivamo sempre insieme in una cabina esterna della Maria Paolina, io nel letto basso e lui in quello alto, la sera una volta a letto leggevamo entrambi e quando ad un certo punto non sentivo più girare le pagine capivo che dormiva ed allora mi alzavo e lo trovavo che dormiva con il libro su gli occhi, e allora piano piano,per non svegliarlo gli toglievo il libro dalla faccia, gli spengevo la luce come si fa ai bambini quando sono piccoli, d’altra parte ero più vecchio di ben cinque mesi.

Ora che te ne sei andato in maniera così brusca lasciandomi costernato non mi rimane altro che il buon ricordo di una persona veramente buona con la quale mi sento onorato di essere stato amico, collega e di aver trascorso con te buona parte della mia vita.

Cesare Andreotti

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Ancora una volta abbiamo perso un amico e collega. Purtroppo, pur sapendo che più passa il tempo e più le file si assottigliano e gli amici più cari ci vengono a mancare non riusciamo ad abituarci a questa naturale decimazione.
Stavolta è toccato a
Cesare Andreotti. 

Chi era Cesare? Cesare 2006 Crop

Per me che ho  condiviso con lui gli ultimi 35 anni circa di Centro era essenzialmente un amico. Per altri, che per ragioni di lavoro avevano contatti sporadici con lui, era un cablatore del’ETD, (Enginering and Tecnology Department), ma non avevano bene la percezione di  cosa facesse o si occupasse. Era colui che rendeva materialmente disponibili le apparecchiature che venivano utilizzate negli esperimenti in mare. Cioè, gli ingegneri ed i tecnici progettavano le apparecchiature, facevano gli schemi elettrici e collaudavano gli apparati; una volta che il circuito era stato montato o più propriamente cablato da Cesare o da un altro. Tutte le apparecchiature che sono state messe in mare dall’ETD dal ’65 al ’98, Cesare aveva totalmente o in parte avuto modo di metterci lo “zampino”. E che “zampino”, faceva pochissimi errori ed era svelto, pronto ad impegnarsi anche oltre gli orari normali, sempre tranquillo e sereno, in quarant’anni che ho condiviso con lui l’ho  visto rarissimamente arrabbiato sul serio. Pur non essendo di estrazione tecnica, era entrato al Centro nel ’62, come manovale della ditta di Micarelli,  era riuscito, una volta venuto nel nostro reparto, a imparare a leggere bene gli schemi elettrici e perfino il codice dei colori per il valore delle resistenze. Aveva pur sempre bisogno di una guida da parte di un tecnico, ma una volta spiegato bene lo schema e cosa doveva fare si poteva tranquillamente lasciarlo lavorare senza bisogno di stargli col fiato sul collo, come si dice in gergo. Era comunque una persona affidabile sulla quale poter contare. La sua grande passione era l’agricoltura. Si, perché possedeva mezzo monte a Canarbino, ereditato  dal padre, del quale aveva un ricordo reverenziale di persona saggia e amorevole.  La casa che abitava sulle alture di San Terenzo, si affaccia su tutto il golfo di La Spezia con una vista meravigliosa della quale andava fiero. Gli piaceva coltivare i vari ortaggi e frutti, di cui ormai era diventato un esperto; se aveva un po’ di soldini in più andava ad un vivaio e comprava qualche pianta. Nel suo orto trovavi di tutto, dalle primizie ai prodotti di stagione. In fatto di agricoltura era sempre prodigo di consigli ad amici e conoscenti i quali, considerandolo un esperto  gli si rivolgevano. Mi ricordo sempre che subito dopo essere andato in pensione, che aveva anticipato di qualche anno, usufruendo di una buon’uscita  del Centro, invitò cinque di noi a casa sua per un pranzo all’aperto che aveva preparato cucinando lui stesso nel forno a legna i suoi polli e i suoi conigli che allevava con maestria,  verdure e frutta di sua produzione. Amava stare con gli amici se specialmente apprezzavano le cose genuine che coltivava. Aveva una moglie  proprio tagliata ad hoc per lui, anche lei, sempre sorridente e tranquilla, amante dell’agricoltura e dedita ad essa come il marito. Lascia due figlie per le quali stravedeva. So anche che si prestava a  opere di volontariato dando una mano a Chiara Bodrato quando questa ne richiedeva l’aiuto. Cesare prima di venire al Centro aveva lavorato in cantieri navali di demolizione che come è noto lavorano e smantellano quantità massicce di amianto. Questo materiale che fino agli anni ’80 veniva usato frequentemente e con una certa faciloneria, non sapendo gli effetti dannosi che poteva avere sulla salute e sui polmoni dei malcapitati che dovevano maneggiarlo, ha un periodo di latenza lunghissimo di circa trent’anni. Questo è quello che è capitato al povero Cesare e che dopo un periodo di alti e bassi della salute di circa due anni l’ha portato alla morte. Ora il nostro Cesare è andato a coltivare l’orto ed i pascoli celesti, e ne sono sicuro che sentiranno subito il beneficio di una mano esperta come la sua.

Dipartita Di Celsino Montanari

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Celsino Montanari

Celsino al pranzo di fine estate 2012

Purtroppo l’abbiamo saputo soltanto oggi 22-Aprile-2013 non so neppure bene tramite chi. Nel mese di Marzo e’ morto Celsino Montanari stroncato da infarto. La moglie, forse sconvolta dall’immediatezza dell’evento non ha pensato ad avvisare qualcuno e quindi la cosa e’ rimasta non di pubblico dominio e non credo che abbia avvisato neppure il Centro.
Quindi a questo punto non ci rimane che fare a nome di tutti gli ex colleghi le piu’ sentite condoglianze alla famiglia. Piero Serani

AUGURI DI BUON NATALE

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Vi auguro che, per una volta, il Natale non sia la solita occasione consumistica ma una vera, autentica festa fatta di pace, di serenità, di sinceri affetti familiari, un’opportunità forse l’unica di tutto l’anno per vivere tutti insieme la magica atmosfera di un giorno diverso da tutti gli altri.

Pranzo Saclantico di fine estate all’ALA BIANCA 26/Ott/2012

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Oggi 19/10/12 abbiamo concordato il menu’ con l’ALA BIANCA ed appena arrivato a casa ho trovato nella posta il menu’ stabilito con il gestore del ristorante e vi do una copia di quanto deciso per il prezzo di 30.00 Euro. E’ una nuova gestione che sembra voglia farsi pubblicità trattando bene i nuovi clienti.

DRINK DI BENVENUTO
Flute di Prosecco

ANTIPASTI
Gran Piatto di salumi misti con sgabei e bruschette
Insalata di mare
Zuppetta di cozze e vongole con crostone

PRIMI PIATTI
Risotto alla pescatora
Tortelli di patate al ragù

SORBETTO
Limone oppure frutti di bosco

SECONDO PIATTO
Cosciotto di maiale steccato alle erbe e lardo di Colonnata con patate al forno

DOLCE DELLO CHEF
Pan di Spagna, crema chantilly, fragole con panna
VINI bianchi e rossi, acqua, prosecco, caffè e digestivo

Perdita di un caro Amico

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Ho avuto notizia della morte del caro amico Vincenzo dell’Agnello avvenuta nella serata di Domenica 23/Set/12.

Il funerale avrà luogo  mercoledì’ 2 Settembre alle ore 9:00 nella Cattedrale PIO X a La Spezia.
La Chiesa si trova in via dei colli (500m dopo Padre Dionisio per chi viene da Piazza Verdi)

I colleghi tutti porgono le più sentite condoglianze alla famiglia.

Piero Serani

Qui sotto le belle parole di Chiara Bodrato in ricordo di Vincenzo pronunciate durante le  esequie.

Carissimo Vincenzo,
sono venuta a dirti “Arrivederci!” e a ringraziarti per tutto quello che mi hai insegnato con il dono dei tuoi preziosi esempi, nel periodo di lavoro al I’MTD e all’EED e anche dopo, quando ti incontravo, durante le tue passeggiate e ti chiamavo con piacere “Padre Abramo” per la tua grandissima barba bianca. Sorridevi quando ti sentivi chiamare “Patriarca” ma io vedevo in te proprio la figura del patriarca, tramite fra noi e Dio.

Per te valgono tutte le beatitudini, tutte ti si addicono perché le hai messe in pratica nel silenzio, nella preghiera e nella fede profonda, la tua fonte di gioia. Una, in particolare mi sembra quella che ti si addice di più “Beati mundo corde quoniam ipsi Deum videbunt!” Beati i puri di cuore perché vedranno Dio. E tu ora Lo vedi nella pienezza della sua essenza, nel perenne gaudio degli angeli e dei santi.

Hai bevuto il calice amaro della sofferenza ma tu hai vinto perché in te c’è sempre stata la forza dello Spirito Santo. Nessuno ama il dolore, anzi fa di tutto per sfuggirla ma tu spostavi il centro dell’attenzione. La priorità era sempre Dio. Ricordo che l’ultima volta che ci incontrammo in questo mondo la tua preoccupazione era trovare il libro di meditazioni perché io leggessi con te il pensiero del giorno.

Quando ti vedevo partire sul T Boat con gli altri nostri colleghi per le crociere di lavoro mi colpiva quell’imbarcazione che si staccava dalla costa verso il largo, il mare senza confini. Così il nostro spirito si sposta verso il mare infinito quando lasciamo la precarietà della vita.

Penso ai momenti vissuti insieme con i colleghi al lavoro, sono stati momenti intensi di condivisione umana, di sincera amicizia che è cresciuta nel tempo e si è proiettata nell’eternità perché molti di loro ci hanno preceduto e ora anche tu hai terminato la corsa eli hai raggiunti. Ora che nessun male può coglierti prega per noi, abbiamo tutti bisogno di te.

So che porti nel cuore la tua carissima figlia, tutta la famiglia, i parenti, gli amici e in particolare il tuo nipotina. Ricordo che diventavi improvvisamente loquace quando si trattava di lui, con grande gioia e speranza, con gli occhi pieni di luce non avresti mai finito di raccontare tutto quello che faceva e diceva.

Ora che contempli la Maestà di Dio, ti ripeto e lo farò sempre, non dimenticarti di noi ancora pellegrini in questa misteriosa dimensione. Grazie, Vincenzo di tutto quello che ci hai donato e che continui a donami.

Chiara Bodrato

Ricordi di un amico

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Quando Spairani mi ha telefonato per darmi la notizia della morte dell’amico Stelvio, la cosa purtroppo non mi ha sorpreso perche’ avevo saputo gia’ da Roberto che stava male e mi aveva detto quando telefono’ per invitarlo per il pranzo all’Ala Bianca:<< Povero Slelvio mi ha risposto con una vocina>>. Quindi ero preparato anche se a queste cose non lo si e’ mai. A quel punto mi e’ venuto fatto di pensare quando l’ho conosciuto i primi anni ’70, Quando ho cominciato ad uscire in mare per le mie prime crociere. A quei tempi soffrivo il mare in maniera tremenda e non passava giorno che, se c’era mare, non rimettessi. E il povero Stelvio, da quel vecchio marinaio che era, si prodigava a darmi tutti i consigli per farmi sopportare meglio la cosa, dicendomi: << Dai Piero cerca di agguantare>>, come diceva lui. Oppure:<< Non mangiare cose liquide, ma cose asciutte>>. Povero Stelvio, ci consigliava come un padre e d’altra parte anche se hai trenta anni e c’e differenza di una quindicina d’anni, ma capisci che quella persona ha molta piu’ esperienza di te, perche’ ha navigato tutta la vita, ti ritrovi a seguire i suoi consigli come fa un bambino col padre. E poi se vedeva che ti eri un po’ ripreso, ti strizzava un’occhietto a mo’ d’intesa e ti raccontava subito una barzelletta e non ti diceva mai che era tale, ma, te la faceva passare per un fattarello realmente accaduto. Caro, amico Stelvio, ci mancherai con la tua umanita’ e la tua allegria.

 

 

CALENDARIO FIERE DI MILITARIA 2012

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FIERE DI MILITARIA 2012

Calendario delle Fiere, Mostre-Mercato, Manifestazioni di Militaria in Italia.
Segnalateci altri appuntamenti, anche minori, e aiutateci a tenere aggiornato il calendario. Grazie.

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GENNAIO

15 Gennaio – MILITARIA LAND – Fiera di Faenza – Faenza (Ravenna)
www.expositionservice.it – E-Mail: info@expositionservice.it
Tel. 0545-27548 – Fax: 0545-291179 – Cellulare: 348-9030832

21-22 Gennaio – MILITOSCANA – Palazzo delle Esposizioni – Empoli (Firenze)
www.prometeo.tv/militoscana – E-Mail: postmaster@prometeo.tv
Tel 0571-22266 – Fax: 0571-0831142 – Cellulare: 333-4639609

FEBBRAIO

11-12 Febbraio – FERRARA MILITARIA – Ferrara Fiere – Ferrara
www.ferrara-militaria.com – E-Mail: estrela.mail@estrela.it
Tel e Fax: 02-7380862 – Cellulare: 333-5856448

18-19 Febbraio – PIANA DELLE ORME – Museo Storico – Borgo Faiti (Latina)
www.pianadelleorme.it – E-Mail: aprilia1944@alice.it
Cellulare: 338-3891320

MARZO

10 – 11 Marzo – MILITARIAROMA – SALA ESPERANZA (EX-ERGIFE)
www.militaria-roma.com – e-mail estrela.mail@estrela.it
Tel e fax 02.7380862 – 333.5856448

17 – 18 Marzo – LINEA GOTICA – Scuderia Pradaccio – Marina di Massa
Cellulare: 328-5405547

24 – 25 Marzo UNIFORMEXPO TRIVENETO – Santa Lucia di Piave (Treviso)
www.uniformexpo.it – E-Mail uniformexpo@libero.it
Tel. 0383-892342 – Cellulare: 348-3542401

APRILE

14 – 15 Aprile – MILITARIA ALLA TORRE – Museo Memoriale della Libertà – Bologna
www.museomemoriale.com – E-Mail: info@museomemoriale.com
Tel. 051-461100 – Fax: 051-462172

MAGGIO

5 – 6 Maggio – MILIROMA – ROMA – IPPODROMO DI TOR DI VALLE
info 393 1636731 info@miliroma.it

19 – 20 Maggio – MILITALIA – Parco Esposizioni Novegro (Milano)
www.parcoesposizioninovegro.it/militalia – E-Mail: militalia@parcoesposizioninovegro.it
Tel. 02-70200022 – Fax: 02-7561050

GIUGNO

2 – 3 Giugno – PIANA DELLE ORME – Museo Storico – Borgo Faiti (Latina)
www.pianadelleorme.it – E-Mail: aprilia1944@alice.it
Cellulare: 338-3891320

9 – 10 Giugno – LINEA GOTICA – Scuderia Pradaccio – Marina di Massa
Cellulare: 328-5405547

30 Giugno – 1 Luglio ALPE ADRIA MILITARIA – UDINE FIERE – UDINE
www.alpeadria-militaria.com – estrela.mail@estrela.it
Tel e fax 02.7380862 – 333.5856448

SETTEMBRE

1 – 2 Settembre – LINEA GOTICA – Scuderia Pradaccio – Marina di Massa
Cellulare: 328-5405547

8 – 9 Settembre – MILITARIA ALLA TORRE – Museo Memoriale della Libertà – Bologna
www.museomemoriale.com – E-Mail: info@museomemoriale.com
Tel. 051-461100 – Fax: 051-462172

15 – 16 Settembre – PIACENZA MILITARIA – Piacenzaexpo – Piacenza
www.piacenza-militaria.com – E-Mail: estrela.mail@estrela.it
Tel e Fax: 02-7380862 – Cellulare: 333-5856448

29 – 30 Settembre – MILIROMA – ROMA – IPPODROMO DI TOR DI VALLE
info 393 1636731 info@miliroma.it

OTTOBRE

13 – 14 Ottobre – FERRARA MILITARIA – Ferrara Fiere – Ferrara
www.ferrara-militaria.com – E-Mail: estrela.mail@estrela.it
Tel e Fax: 02-7380862 – Cellulare: 333-5856448

20 – 21 Ottobre – MILITARIAROMA – SALA ESPERANZA (EX-ERGIFE)
www.militaria-roma.com – e-mail estrela.mail@estrela.it
Tel e fax 02.7380862 – 333.5856448

NOVEMBRE

3 – 4 Novembre – MILITALIA – Parco Esposizioni Novegro (Milano)
www.parcoesposizioninovegro.it/militalia – E-Mail: militalia@parcoesposizioninovegro.it
Tel. 02-70200022 – Fax: 02-7561050

17 – 18 Novembre – PIANA DELLE ORME – Museo Storico – Borgo Faiti (Latina)
www.pianadelleorme.it – E-Mail: aprilia1944@alice.it
Cellulare: 338-3891320

24 – 25 Novembre – MILITARIA ALLA TORRE – Museo Memoriale della Libertà – Bologna
www.museomemoriale.com – E-Mail: info@museomemoriale.com
Tel. 051-461100 – Fax: 051-462172

DICEMBRE

1 – 2 Dicembre – MILITAREGGIO – Fiere di Reggio Emilia – Reggio Emilia
www.expositionservice.it – E-Mail: info@expositionservice.it
Tel. 0545-27548 – Fax: 0545-291179 – Cellulare: 348-9030832