Cesare Andreotti

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Ancora una volta abbiamo perso un amico e collega. Purtroppo, pur sapendo che più passa il tempo e più le file si assottigliano e gli amici più cari ci vengono a mancare non riusciamo ad abituarci a questa naturale decimazione.
Stavolta è toccato a
Cesare Andreotti. 

Chi era Cesare? Cesare 2006 Crop

Per me che ho  condiviso con lui gli ultimi 35 anni circa di Centro era essenzialmente un amico. Per altri, che per ragioni di lavoro avevano contatti sporadici con lui, era un cablatore del’ETD, (Enginering and Tecnology Department), ma non avevano bene la percezione di  cosa facesse o si occupasse. Era colui che rendeva materialmente disponibili le apparecchiature che venivano utilizzate negli esperimenti in mare. Cioè, gli ingegneri ed i tecnici progettavano le apparecchiature, facevano gli schemi elettrici e collaudavano gli apparati; una volta che il circuito era stato montato o più propriamente cablato da Cesare o da un altro. Tutte le apparecchiature che sono state messe in mare dall’ETD dal ’65 al ’98, Cesare aveva totalmente o in parte avuto modo di metterci lo “zampino”. E che “zampino”, faceva pochissimi errori ed era svelto, pronto ad impegnarsi anche oltre gli orari normali, sempre tranquillo e sereno, in quarant’anni che ho condiviso con lui l’ho  visto rarissimamente arrabbiato sul serio. Pur non essendo di estrazione tecnica, era entrato al Centro nel ’62, come manovale della ditta di Micarelli,  era riuscito, una volta venuto nel nostro reparto, a imparare a leggere bene gli schemi elettrici e perfino il codice dei colori per il valore delle resistenze. Aveva pur sempre bisogno di una guida da parte di un tecnico, ma una volta spiegato bene lo schema e cosa doveva fare si poteva tranquillamente lasciarlo lavorare senza bisogno di stargli col fiato sul collo, come si dice in gergo. Era comunque una persona affidabile sulla quale poter contare. La sua grande passione era l’agricoltura. Si, perché possedeva mezzo monte a Canarbino, ereditato  dal padre, del quale aveva un ricordo reverenziale di persona saggia e amorevole.  La casa che abitava sulle alture di San Terenzo, si affaccia su tutto il golfo di La Spezia con una vista meravigliosa della quale andava fiero. Gli piaceva coltivare i vari ortaggi e frutti, di cui ormai era diventato un esperto; se aveva un po’ di soldini in più andava ad un vivaio e comprava qualche pianta. Nel suo orto trovavi di tutto, dalle primizie ai prodotti di stagione. In fatto di agricoltura era sempre prodigo di consigli ad amici e conoscenti i quali, considerandolo un esperto  gli si rivolgevano. Mi ricordo sempre che subito dopo essere andato in pensione, che aveva anticipato di qualche anno, usufruendo di una buon’uscita  del Centro, invitò cinque di noi a casa sua per un pranzo all’aperto che aveva preparato cucinando lui stesso nel forno a legna i suoi polli e i suoi conigli che allevava con maestria,  verdure e frutta di sua produzione. Amava stare con gli amici se specialmente apprezzavano le cose genuine che coltivava. Aveva una moglie  proprio tagliata ad hoc per lui, anche lei, sempre sorridente e tranquilla, amante dell’agricoltura e dedita ad essa come il marito. Lascia due figlie per le quali stravedeva. So anche che si prestava a  opere di volontariato dando una mano a Chiara Bodrato quando questa ne richiedeva l’aiuto. Cesare prima di venire al Centro aveva lavorato in cantieri navali di demolizione che come è noto lavorano e smantellano quantità massicce di amianto. Questo materiale che fino agli anni ’80 veniva usato frequentemente e con una certa faciloneria, non sapendo gli effetti dannosi che poteva avere sulla salute e sui polmoni dei malcapitati che dovevano maneggiarlo, ha un periodo di latenza lunghissimo di circa trent’anni. Questo è quello che è capitato al povero Cesare e che dopo un periodo di alti e bassi della salute di circa due anni l’ha portato alla morte. Ora il nostro Cesare è andato a coltivare l’orto ed i pascoli celesti, e ne sono sicuro che sentiranno subito il beneficio di una mano esperta come la sua.

10 pensieri su “Cesare Andreotti

  1. Mi associo con tristezza nell’apprendere della perdita di un altro caro collega.
    Ero a conoscenza della non buona salute di Cesare, e quando gli ho telefonato in ottobre 2013 per il pranzo dei pensionati, con la sua solita gentilezza mi ha fatto capire che proprio non se la sentiva nemmeno Questa volta.
    Mi permetto anche di ringraziare Piero che magistralmente ha reso l’idea di chi era Cesare, cosa faceva al centro Nato e a casa nel suo bellissimo podere “agricolo” .
    Grande pace all’anima sua, come dice Piero nei prati celesti, e le più sentite condoglianze alla signora, alle sue figlie e a tutti i suoi cari.

  2. Ho appreso la triste notizia e con le lacrime scrivo questo mio pensiero.
    Cesare è stato per me un riferimento sicuro sia nel lavoro che ho svolto a stretto
    gomito con lui sia per la saggezza che sempre ha dimostrato in tutte le occasioni, sia nel lavoro che nella famiglia.Credo sempre più quando si dice che i migliori sono i primi a lasciarci. Pace all’anima tua Cé.. condoglianze sincere alla signora ed alle due care figlie

  3. Come dice Piero, chi non aveva a che fare con Cesare direttamente, come me, non poteva apprezzare e conoscere il suo lavoro. Io però l’ho sempre visto come una persona cordiale e sempre di buon umore. Non eravamo legati da una approfonda amicizia ma c’è sempre stata una mutua stima e simpatia tra di noi.
    Sapevo della sua passione per l’agricoltura e dei suo preziosi consigli.
    Si chiude con Cesare un altro libro. Non rimane che il rammarico di non averlo letto sino in fondo.
    Ciao Ce’

  4. Mi unisco al dolore della famiglia Andreotti, anche ricordando mio marito Stelvio.
    Anche la sua morte è stata causata dall’amianto un malattia terribile,ci vuole tanto
    coraggio ad affrontarla, Stelvio ne ha avuto tanto.
    Sentite condoglianze alla famiglia.
    Gabrielli elisa
    l

  5. Anch’io mi unisco al dolore della famiglia Andreotti. Neanch’io lo conoscevo così bene, ma era sempre gentile e i racconti di quello che faceva realmente ogni giorno per il Centro dimostrano la sua grandezza.

  6. Carissimi,
    ho seguito, direttamente le varie fasi della malattia di Cesare.
    Fino all’ultimo era lucido e consapevole e fortunatamente non ha avuto il benché minimo dolore a parte gli “sfrugugliamenti ” di alcune analisi più invasive.
    Appena deceduto ho potuto vegliarlo all’ospedale prima attendendo l’arrivo delle figlie che mi avevano subito avvisato e anche la sera prima del decesso ero in ospedale con la figlia maggiore -Tiziana – mentre lui era assopito ma con un respiro ed un battito cardiaco assolutamente regolari ; ci è di conforto sapere che si è spento serenamente.
    Ringrazio Piero per la sua bella descrizione dell’amico Cesare
    a voi tutti un caro saluto
    eros

  7. Ho appreso con profondo dolore della scomparsa del nostro caro Cesare.
    Io non ero a contatto con lui per motivi di lavoro, ma coi forse voi sapete, frequentavo spesso l’officina per vari motivi. Apprezzavo di Cesare il suo carattere dolce e paziente con me e con tutti quelli che andavano da lui per motivi di lavoro e non. Cesare era una persona veramente squisita!
    Ciao Cesare, sono convinto che dove ti trovi ora stai bene come quando eri con noi…

  8. Ho appreso con tristezza della scomparsa di Cesare.
    Pur non conoscendolo a fondo, ho sempre apprezzato, il suo carattere socievole e il suo volto sorridente, sempre disponibile se avevi bisogno di un favore.
    Colgo l’occasione per inviare le condoglianze alla moglie e alle figlie.
    Marco.

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