Il maglione di Michelozzi

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5 – Eravamo cinque amici al bar. Dove ognuno ad un certo punto esordisce: ”Ma ve lo ricordate di quella volta che….

Il maglione di Michelozzi

Era il luglio del 1975 durante la seconda crociera al nord dove toccammo Londra, Edimburgo in Scozia, Rosyth, Tromsho in Norvegia. In ogni uno di questi posti ci fermammo uno o due giorni per cui avemmo modo di fare anche un po’ di turismo.

Mi ricordo che specie a Edimburgo ci fu il tempo per visitare il bel castello medievale e fare un po’ di shopping

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Vista del Castello

17194_edimburgo_veduta_dal_castelloA questo punto vi devo presentare il mio collega Michelozzi Enzo, tanto sono sicuro che se anche dirò qualcosa di sconveniente nei suoi confronti non è il tipo che se la prende più di tanto.

Dunque Enzo è un ragazzone di Pistoia, quindi Toscano come me, che sa stare allo scherzo e alla battuta, ed è forse per questo che siamo sempre andati d’accordo, anche se, quando c’è da fare qualche critica, non ce la risparmiamo. Ora lui è piu giovane di me di un anno e mezzo, ma ci possiamo considerare coetanei.

E’ uno di quelli che io considero “Un geniaccio” che nel momento critico sa risolvere una situazione che li per li poteva sembrare disperata. E’ un perito radiotecnico, che, con buona volontà e sacrificio studiando all’università lavorando è riuscito a laurearsi in geologia ed a far valere questa laurea anche in ambiente di lavoro.

Per anni e anni abbiamo condiviso la stessa cabina, (una di quelle esterne sulla Maria Paolina, in un letto a castello dove io dormivo sotto e lui sopra.) Tanto è vero che qualche volta per scherzare ci dicevamo che avevamo dormito più insieme noi che con le rispettive mogli.

Essendo più vecchio lo dovevo curare come un bambino, io, poi, sono un pò abitudinario e meticoloso mentre lui è un cialtronaccio a cui non da noia niente. Quindi, cercavo di radunarli la sua roba in cabina, anche per guadagnare un po’ di spazio. La sera prima di addormentarci leggevamo e quando dal di sotto non sentivo più girare pagina capivo che si era addormentato, allora mi alzavo e lo trovavo con il libro aperto sulla faccia. Gli toglievo il libro di mano, spengevo la luce e mi rimettevo a dormire anch’io.

Durante lo shopping, ad Edimburgo, Enzo aveva acquistato in un negozio d’abbigliamento un bel maglione bianco latte col collo alto ad un prezzo conveniente dicendo che lo avrebbe utilizzato durante l’inverno quando fosse andato a sciare all’Abetone.

Quando toccai con mano il maglione capii perché il prezzo era conveniente: la lana non aveva la raffinatezza e la morbidezza come quella a cui eravamo abituati noi in Italia, sembrava lana grezza appena tosata dalla pecora.

Il mattino seguente non mi ricordo quale apparecchiatura dovevamo mettere in mare e me lo vidi arrivare in coperta pronto a tirare cavi, manichette e quant’altro con il suo bel maglione bianco. Mi venne proprio spontaneo di dirgli: “Oh Enzo, ma sei proprio suonato, ma come? vieni col maglione bianco in coperta a fare la messa a mare, se c’è un posto ed un momento in cui ti puoi sporcare è proprio questo, e tu arrivi con il maglione nuovo e bianco. Risposta:” No, ci sto attento.”

Detto fatto, dopo due ore aveva due strisciate di morca una su un braccio e una sul petto. Da quel momento, tutte le raccomandazioni del caso: “Cerca di lavarlo con un sapone in polvere adatto alla lana, poi per farlo asciugare non lo appendere ma mettilo steso su un asciugamano.”

Verso sera vado in cabina e trovo un lago d’acqua in terra che scolava dal maglione lavato e zuppo d’acqua messo steso su un asciugamano appoggiato però sul tavolino pieno di carte contenenti mappe, carte di fondali marini e tutte le altre cose cartacee che Enzo era uso portarsi dietro nelle varie crociere.

Visto quel casotto e pensando quanto il mio collega fosse irrecuperabile richiusi la cabina e me ne andai. Dopo un paio di giorni che tutto era tornato normale, si fa per dire, con fare indifferente gli chiesi: “ Allora, Enzo, com’è venuto il maglione ?” .

Risposta: ”S’è un po’ accorciato”, pausa, “se mai ci faccio un maglioncino per mia figlia”.

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