La peggior crociera

La peggior crociera della mia carriera

di Andrea Cavanna

A partire dal 1986 la nave da ricerca oceanografica “Maria Paolina G.” non aveva più la classe per navigare fuori dello stretto di Gibilterra. La nuova nave era in costruzione e il programma scientifico del Centro doveva andare avanti e prevedeva diverse campagne scientifiche nell’area che andava dalla Groenlandia all’Islanda e alla Norvegia, ben oltre il Circolo Polare Artico. I nomi delle crociere facevano riferimento a queste tre aree quindi si chiamavano GIN seguite dall’anno. In questo caso GIN86. Scientist in Charge (SIC) Tom Opkins.

Per mantenere fede al programma scientifico si cercarono altre navi tra le nazioni che collaboravano al progetto scientifico e trovammo la disponibilità della Reale Marina Olandese e quella della Reale Marina Belga. Io partecipai a tutte le campagne: due volte sulla nave olandese “Tydeman” e una volta sulla nave belga “Belgica”. È di quest’ultima che voglio raccontare.

Era Settembre del 1987 e la nave “Belgica“ faceva base a Zeebrugge (Zeebruges in francese) un porto mercantile e militare sulle coste del Belgio, poco lontano da Bruges.
Era anche il porto da dove partivano ed arrivavano molti traghetti diretti in Inghilterra. Questo porto era stato anni a dietro teatro di un tragico incidente. Un traghetto per una manovra sbagliata affondò e persero la vita molti camionisti. Zeebrugge era anche il porto dei pescherecci. Ce n’era una intera flotta. C’era anche un bellissimo mercato del pesce organizzato in stand, ed ognuno faceva a gara nel disporre il pesce, lo disponevano con arte come se fossero oggetti di alta oreficerie. Lo mangiammo anche quel pesce, in una delle tante trattorie attorno ai moli, locali alla buona, con gente semplice. Il pesce era il vero protagonista.

Nei giorni precedenti la partenza avevamo percepito dei segnali negativi che avrebbero pregiudicato l’andamento della crociera ma li riconoscemmo solo dopo con il senno di poi, al momento non ci facemmo caso.
Ecco alcuni di quei segnali:La nave era di piccole dimensioni, forse la metà della Maria Paolina. Quando andammo a bordo ci chiesero se avevamo portato gli stivali da acqua. “ A cosa servirebbero?” chiedemmo. “Durante la navigazione la poppa spesso si allaga” ci risposero. Visitammo i laboratori che avrebbero ospitato le nostre attrezzature e ci accorgemmo che non c’era spazio a sufficienza; decidemmo allora di rinunciare ad alcune apparecchiature; proponemmo di metterle nella stiva per averle a disposizione se fossero servite; ci suggerirono di non metterle nella stiva ma di lasciarle a terra in un magazzino della marina. Fu un suggerimento azzeccato. Scoprimmo, in navigazione alcuni giorni dopo, che molto spesso la stiva si allagava. I verricelli di bordo non erano idonei a svolgere il nostro lavoro e decidemmo quindi di imbarca il nostro. Lo installammo al centro della poppa, un posto poco felice ma non c’era altra soluzione. L’alternativa era quella di rinunciare alla crociera.

Il giorno prima di partire il comandante cadde dal ponte di comando e finì in acqua, precipitando tra la banchina e la murata della nave. Un vero miracolo, avrebbe potuto sfracellarsi o rimanere schiacciato tra la nave e la banchina, invece nuotò sotto la nave e rispuntò dall’altra parte indenne. Solo un grosso ematoma sulla gamba destra; forse a causa dell’impatto sulla superficie del mare.
Dopo pochi giorni di navigazione avvertivamo segnali ostili nei nostri confronti da parte dei marinai. Non erano abituati al mare aperto. Le loro uscite si limitavano all’area intorno lo Skelda, il fiume che divide il Belgio dall’Olanda, con qualche puntata oltre il canale della Manica con soste prolungate sulle coste inglesi e talvolta addirittura sino a Londra. Noi li avevamo costretti ad arrivare sino a Bodø, una delle cittadine più a nord della Norvegia in pieno Mare Artico.

Il mare aperto, quasi sempre agitato, rendeva la vita di bordo molto difficile. Con il mare mosso normalmente le navi rollano o beccheggiano, la Belgica si muoveva in tutte le direzioni, sembrava di essere su un giroscopio. Lo scafo della nave non era adatto a questo tipo di mare, andava bene per il lavoro che svolgevano a casa loro in zone con bassi fondali dove non serviva un grande pescaggio. In pratica un guscio di noce in mezzo alla tempesta e noi con loro. Non potevamo dargli torto per il loro malumore ma eravamo tutti, come si sul dire, “sulla stessa barca”.

Non essendoci cabine a sufficienza per tutti avevano attrezzato un container con quattro posti letto. Era collocato in una posizione alquanto scomoda. Per raggiungerlo bisognava passare su una strettissima passerella non facilmente percorribile, specialmente di notte e con il vento. Il container era sprovvisto del bagno ed era proibitivo pensare di raggiungere i bagni della nave. Però, messo alle strette, qualche coraggioso tentava di venire nel bagno della nave. Li sentivo perché la mia cabina era vicino alla porta che dava sull’esterno. Sentivo anche le loro imprecazioni.
Io ero in cabina con Enio Panfietti. Enio pur essendo grande e grosso ha sempre avuto paura quando montava il vento e il mare. Quando era sulla Maria Paolina e c’era mare in tempesta, Enio non dormiva mai, scarpe slacciate, andava sul ponte. Soleva sempre dire:”Sto sul ponte per sapere di persona, in caso di pericolo, che decisioni si prendono”.
Questa volta non poteva andare sul ponte e ogni volta che la nave veniva investita da un colpo di vento o da un’ondata e cominciava ballare lo sentivo dire “ Oh porca puttana!” e lo diceva ridendo, ma era un riso isterico.

Il mangiare non era certo quello della Paolina e non sempre il cibo avanzato lo buttavano via, te lo riproponevano qualche giorno dopo. Io ed altre colleghi fummo presi dalla dissenteria e ricordo di aver perso circa sette chili per quel disturbo. Dovetti aspettare di arrivare in porto per avere un medicinale per bloccare la dissenteria. Fu Vasco Duarte a scendere a terra per cercare una farmacia. Fu la mia salvezza. Probabilmente era stato l’arrosto a farci male. Sospettammo che fosse l’arrosto di una settimana prima e che non era stato conservato opportunamente.

La dimensione della saletta da pranzo non permetteva di ospitarci tutti assieme quindi ci chiesero se alcuni di noi fossero disposti a pranzare nella mensa dei marinai. Per noi non c’era problema, ci siamo sempre adattati a tutte le situazioni. Io ed altri tre accettammo di pranzare nella mensa marinai. All’ora di pranzo entrammo nella sala mensa, prendemmo il vassoio e ci avvicinammo al banco della distribuzione. Mentre eravamo in coda mi cadde l’occhio su un gruppo di marinai che ci guardavano e parlottavano tra loro in “fiammingo” non capivo certamente la loro lingua ma avevo intuito che ce l’avessero con noi . Non mi ero sbagliato.

Il giorno dopo presentandoci in mensa per la collazione trovammo un cartello sulla porta, in inglese, quindi diretto a noi che recitava:” Non è obbligatorio bussare prima di entrare, ma bussare è segno di buona educazione”. Siccome quel cartello era rimasto tutto il giorno sulla porta realizzammo che anche gli ufficiali erano concordi con quanto scritto. Decidemmo immediatamente di revocare la nostra disponibilità a mangiare in mensa. Avremmo mangiato tutti assieme nella sala mensa a noi preposta, con grande rabbia del cameriere.
E tutti i giorni ci chiedeva: “Qui mange a bas?” (Chi mangia giù?) ed io rispondevo:”Tout le monde mange haut!” (Tutti mangiano su!) e lui si incazzava perché doveva servire più persone. Più il tempo passava e più diventava insolente e maleducato sino a quando Domenico Galletti gli mostro una forchetta e gli disse in italiano:”La vedi questa? Io te la pianto qui!” indicando lo spazio fra gli occhi. Aveva capito perfettamente e da quel momento smise di fare il prepotente.

Sul fronte del lavoro le cose non andavano molto bene, la posizione del verricello si dimostrò infelice come avevamo previsto. Messo in quella posizione obbligava il cavo, al quale era collegato lo strumento che calavamo in mare per le misure, a tendersi più del dovuto e a contorcersi formando delle cocche. Per risolvere il problema facemmo sosta a Klaksvik alle isole Faroes per acquistare delle molle da applicare sui rinvii. Un palliativo, che non risolse il problema, ma ci diede l’opportunità di visitare queste isole.
Il mare inondava la coperta, come ci avevano predetto, e rendeva il lavoro precario e pericoloso. C’era il pericolo di cadere in mare. Non era piacevole cadere nell’acqua ghiacciata del Mare Artico. Chi fosse caduto in mare avrebbe avuto un tempo di sopravvivenza tra i tre a i cinque minuti, dopo di che sarebbe morto per ipotermia.

Il comandante era sempre in contrasto con lo scienziato belga. Un conflitto perenne perché lo scienziato voleva andare in un certo posto e il comandante si opponeva (giustamente) per ragioni di sicurezza: non era la nave adatta per questi posti e lui ne era consapevole. E quello lo minacciava di farlo sbarcare e di troncargli la carriera e l’altro che se ne fregava della carriera visto che era alle soglie della pensione. Infinite telefonate tra il Ministero dell’Ambiente e quello della Marina Militare.
In quel pellegrinare nel mare norvegese passammo anche il Circolo Polare Artico. Era obbligatorio festeggiare. Sospendemmo il lavoro e brindammo alla salute di quelli che passavano il Circolo per la prima volta. Per me era la terza volta ed ottenni ugualmente l’attestato del mio passaggio.

Intanto eravamo arrivati quasi in cima alla Norvegia; i marinai erano stanchi e nervosi. I rapporti con noi restavano sempre tesi. A quel punto il comandante aveva intuito che era giunto il momento di fare una pausa e decise di entrare nel porto di Bodø. Per entrare in porto avremmo dovuto aspettare il pilota che sarebbe arrivato l’indomani in elicottero. Il mare era agitatissimo e noi non potevamo restare in rada. Il comandante, che non voleva aspettare, disse che la nave aveva un’avaria ai motori e che doveva assolutamente entrare in porto e così fu, bododopo un paio d’ore eravamo in banchina.
Il Comandante era caduto dal ponte, come ho raccontato all’inizio, ma nei momenti difficili era sempre lucido e determinato. Un Comandante con le “palle”.
Era iniziato il viaggio di ritorno, con le stesse sofferenze dell’andata ma eravamo in discesa ed eravamo predisposti a sopportare gli ultimi disagi. Giungemmo al fine in porto e come fulmini smontammo le apparecchiature, impacchettammo per bene tutto il materiale e riempimmo il container. Tirammo un grande sospiro di sollievo quando lo chiudemmo a chiave. In porto c’era già il camion che ci aspettava: caricammo il container sul camion e via alla stazione a prendere il treno per l’aeroporto.

Sul treno che ci conduceva a Brusselles, Enio Panfietti chiese un’informazione al controllore e mentre questi gli rispondeva vidi Enio svenire e accasciarsi sul sedile, immediatamente scattò l’allarme e alla stazione successiva ci fecero trovare il medico, nel frattempo Enio era rinvenuto e dopo un breve colloquio con il medico il treno ripartì alla volta di Brusselle. Lo svenimento era dovuto ad grande stress che Enio aveva accumulato per tutta la crociera. Salire sul treno significava la definitiva conclusione di questa avventura e si era finalmente rilassato, tanto rilassato da collassare. All’aeroporto portammo Enio in infermeria per un controllo medico prima di imbarcarci sull’aereo. Il medico constato che non c’erano impedimenti per il volo. Partimmo. Era giunto finalmente il momento di tornare a casa.

Qualche giorno dopo venimmo a sapere che il Direttore del Centro, Ralph Goodman, commentando la nostra avventura e viste le foto della nave aveva detto:”Ah, io su quella nave non ci sarei salito”.

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CONFEDERAZIONE DEL PERSONALE CIVILE NATO IN PENSIONE

CONFEDERAZIONE DEL PERSONALE CIVILE NATO IN PENSIONE NEWSLETTER #10

Questo è un estratto della “CNRCSA newsletter 10” dove si racconta dell’ attività della federazione dei pensionati nel 2019. Gli allegati sono annessi alla versione originale del documento che segue quella in italiano.Questa Newsletter della CNRCSA è di aggiornamento sugli argomenti di interesse per i pensionati della NATO affrontati durante tutto il 2019.

La Confederazione augura a tutti i membri delle quattro associazioni del personale in pensione (ARO, ANARCP, NFSA e AROF) i migliori auguri per il nuovo anno.

Il nome della NAMSA Old Boys Association (NOBA) è stato cambiato in NSPA Former Staff Association (NFSA).

Le seguenti questioni sono state in cima alla nostra agenda lo scorso anno.
La NATO ha deciso, contro la volontà sia del personale in servizio che di quello in pensione, di sostenere la proposta del Comitato di Coordinamento per le Remunerazioni (CCR) di far cessare l’indicizzazione delle pensioni con gli stipendi del personale in servizio e di adeguare le pensioni solo all’inflazione del paese di residenza
La CNRCSA combatterà contro questa decisione fino al Tribunale Amministrativo della NATO (NAT).
I progressi nel migliorare la sostenibilità del sistema di assicurazione sanitaria della NATO sono stati lenti a causa di malintesi su alcune iniziative, in particolare quella per l’ armonizzazione dell’assicurazione complementare e l’indagine sull’assicurazione primaria. Sono in corso lavori per l’aggiornamento dello studio del Fondo per le richieste di risarcimento medico dei pensionati (RMCF).

1. ATTIVITA’ CNRCSA

Il Comitato Esecutivo della CNRCSA si è riunito il 5 aprile e il 25 ottobre 2019 (riunione allargata). L’Ufficio di presidenza del CNRCSA, che è composto dal presidente, dal vicepresidente, dal segretario e dal tesoriere ed è assistito da consulenti, ha tenuto diverse riunioni informali nel corso dell’anno per formulare suggerimenti e preparare gli ordini del giorno del comitato esecutivo e del JCB, compresi i suoi gruppi di lavoro.
Nell’ottobre 2019 la sig.ra Isabelle Tezcan (ARO) è stata eletta presidente e Robert Goyens (AROF) rieletto segretario esecutivo, entrambi per un periodo di due anni. Olivier Guidetti (NFSA) e Erwig Marquenie(ARO) continuano per un altro anno in qualità di vicepresidente e tesoriere.
Il Comitatato Esecutivo ha nominato i delegati CNRCSA per le diverse nazioni/regioni nel corso del prossimo anno durante la riunione allargata in ottobre. Sono elencati nell’ allegato 1.

2. QUESTIONI PENSIONISTICHE (per chi è inserito nel CPS)

Le pensioni sono state al centro della nostra attenzione per tutto il 2019. Poiché il 18 settembre era stato fornito un aggiornamento sul problema in un documento informativo (allegato 2 ) (*), vi forniremo solo informazioni sugli sviluppi dopo la decisione del CCR alla fine di settembre. Come avevamo temuto, il CCR ha raccomandato ai Consigli delle organizzazioni coordinate di approvare importanti modifiche al regolamento del regime pensionistico coordinato a partire dal 1o gennaio 2020.
Vogliamo ringraziare tutti i nostri membri che, in risposta all’appello di AAPOCAD, insieme alle nostre quattro associazioni, hanno firmato la petizione e hanno partecipato alla protesta durante le riunioni del CCR all’inizio di luglio a Parigi, per cercare di sensibilizzare i rappresentanti nazionali al nostro problema.
Le raccomandazioni del CCR possono essere riassunte come segue:

  • Le pensioni non saranno più adeguate utilizzando il metodo di adeguamento salariale (che tiene conto dell’indice dei prezzi al consumo, di un indice di riferimento e della parità di potere d’acquisto). Saranno “aggiustate” annualmente in base all’indice dei prezzi al consumo del proprio paese.
  • Se, durante l’anno, in una nazione i prezzi aumenteranno almeno del 6% anche le pensioni saranno adeguate di conseguenza.
  • Cesserà di esistere l’ ”education allowance” con chi andrà in pensione a partire dal 1° Gennaio 2025 – 2030 (la data di entrata in vigore è stata lasciata all’organo direttivo di ciascuna Organizzazione).

In seguito alla modifica del metodo di adeguamento delle pensioni, il CCR ha anche raccomandato di rivedere il calcolo attuariale per il nuovo contributo del personale inserito nel regime pensionistico coordinato. Il tasso di contribuzione, che negli ultimi cinque anni era stato del 9,5%, è stato fissato all’11,8% nei prossimi cinque anni, anziché al 12,1% come previsto.
Tutte queste raccomandazioni sono state approvate dal Consiglio il 25 ottobre 2019. La NATO ha optato per la data più lontana possibile per l’eliminazione dell’ “education allowance” per i futuri pensionati, vale a dire ilgennaio 2030. E, con procedimento lampo, l’Amministrazione ha subito pubblicato il testo modificato nel regolamento del personale civile (CPR) conforme con queste decisioni il 5 novembre.
Tutti coloro che sono nel CPS sono stati informati delle modifiche al momento del pagamento della pensione di novembre e dicembre.
L’allegato 3 fornisce la tabella degli indici di aggiustamento delle pensioni (colonna 2) e dei salari (colonna 5) nei vari paesi a partire dal 1° Gennaio 2020
Come annunciato, la CNRCSA intende rispondere con vigore e risolutezza a questi attacchi al nostro regime pensionistico. Si tratta di decisioni di vasta portata, in quanto mettono in discussione i diritti acquisiti e in particolare ilcongelamentodel regime pensionistico coordinato ratificato dalle nazioni nel 1994 nel quadro del cosiddetto accordo di Noordwijk. C’è il rischio che altri punti dell’accordo possano essere rimessi in discussione nel corso del tempo, a nostro danno. Noi risponderemo dinanzi al Tribunale amministrativo della NATO, con un documento che sarà presentato quanto prima con il sostegno delle nostre quattro associazioni costituenti e l’impegno personale di un membro da ciascuna di esse.
L’AAPOCAD sosterrà i ricorsi di ciascuna delle organizzazioni coordinate. Inoltre coordineremo i nostri sforzi con la CNCSC che, probabilmente, presenterà anche un ricorso proprio, in quanto abbiamo gli stessi interessi in questa importante questione.

3. NATO GROUP INSURANCE CONTRACT AND ALLIANZ CARE ISSUES

A. Gruppo di lavoro della CNRCSA per l’assicurazione sanitaria

Dopo l’elezione di Isabelle Tezcan alla presidenza della nostra Confederazione nell’ottobre 2019, Falko Bulling ha accettato di presiedere il nostro gruppo di lavoro per le assicurazioni sanitarie, fino alla fine del 2020.
Il gruppo di lavoro si è riunito più volte nel 2019, anche assieme ai nostri rappresentanti per il RMCF e al corrispondente gruppo di lavoro della CNCSC. E’ stata più volte evidenziata la mancanza di informazioni fornite dall’Amministrazione. È assolutamente fondamentale unire le capacità di lavoro delle nostre due Confederazioni per supportare le iniziative atte a migliorare la nostra copertura medica e i relativi finanziamenti.

B. Copertura supplementare

Un punto focale delle preoccupazioni della CNRCSA nel corso dell’anno è stata la ricerca di armonizzazione della copertura supplementare. Va ricordato che, oltre al rimborso del 100% del ricovero ospedaliero, delle malattie gravi e delle cure mediche per i bambini disabili, i supplementi A, B, C e D, —vedi “BENEFIT GUIDE” pag. 5 2.1(A), 2.2(B) 2.3(C), 2.4(D)- concedono altri vantaggi al personale a seconda del paese dell’ ultimo luogo di lavoro. Il desiderio di armonizzare tale copertura, in particolare per il controllo dei costi, era stato espresso già da diversi anni e nel 2019 ha avuto ulteriori sviluppi.
Intanto, l’ “ international staff” aveva già deciso di eliminare il Supplemento C (applicabile in Turchia) su richiesta del personale in servizio a partire dal 1 gennaio 2018.
I pensionati turchi hanno presentato un ricorso al Tribunale amministrativo della NATO, che si è pronunciato a loro favore il 12 novembre 2019. Una lezione che può essere ricavata da questa sentenza è che l’Amministrazione della NATO è l’unico organo organizzativo responsabile per l’assicurazione di gruppo e relativi supplementi. Mentre prepariamo questa newsletter, non sappiamo ancora come l’Amministrazione intenda dare attuazione alla sentenza.
Successivamente, sempre nel 2018, la CNCSC ha chiesto all’Amministrazione di eliminare gli altri supplementi, applicabili in Germania (a parte il NETMA) e nei Paesi Bassi (Supplemento B), Francia (Supplemento D) e in tutti gli altri paesi (Supplemento A).
Queste iniziative sono state messe in discussione, principalmente dai pensionati olandesi. In realtà, come ha ribadito il Comitato Esecutivo della CNRCSA nel novembre 2018, quando la questione era stata sollevata per la prima volta dal gruppo di lavoro del Joint Consultative Board (JCB) sulle questioni assicurative, era stato stabilito che questi problemi andavano affrontati per prima cosa, a livello giuridico. Cosa questa che, fino ad ora, non è stata fatta
Purtroppo, e nonostante le assicurazioni dei rappresentanti della CNRCSA che i diritti dei pensionati non sarebbero in discussione, una campagna di disinformazione e iniziative non coordinate sono state intraprese da alcuni dei nostri delegati e , in particolare, un invito a firmare una petizione al Segretario Generale della NATO. Deploriamo queste azioni non coordinate, che hanno portato solamente all’indebolimento della CNRCSA, l’unico rappresentante dei diritti e degli interessi dei pensionati. Queste iniziative, invece di contribuire all’ “armonizzazione”, si sono rivelate divisive tanto che la tanto auspicata “armonizzazione” è stata abbandonata.

C. Dall’ armonizzazione alla modernizzazione

L’idea dell’armonizzazione è stata, dunque, abbandonata a favore di una “modernizzazione” della nostra assicurazione sanitaria. Per essere chiari, non si tratta di ridurre i benefici, ma piuttosto di rendere la nostra copertura più integrata e più adatta alle necessità degli assicurati. L’ idea della modernizzazione è un’iniziativa del comitato consultivo dell’amministrazione (AP), alla quale dovremo prestare molta attenzione per evitare che alla fine non ci vengano presentate conclusioni ormai immodificabili. Ecco perché la CNRCSA (in coordinamento con la CNCSC) chiede una riunione del gruppo di lavoro del JCB sulle questioni assicurative all’inizio del 2020 per discutere a fondo di questi temi in modo trasparente. La stessa CNRCSA ha proposto, all’ inizio del 2019, di modernizzare il concetto di malattia grave. La CNCSC ha seguito il nostro esempio con la creazione di un’iniziativa congiunta. Le due Confederazioni hanno incaricato un esperto di redigere una relazione sulla questione. L’ International Staff (IS) e Allianz Care stanno attualmente valutando come dare seguito a questa proposta nell’ambito della modernizzazione della nostra assicurazione sanitaria. Sembrerebbe che la nostra iniziativa abbia già avuto un impatto positivo, poiché negli ultimi mesi alcuni casi (in particolare per l’Alzheimer) sono stati trattati come gravi malattie da Allianz Care più spesso che in passato.

D. Sondaggi

L’anno scorso abbiamo annunciato che nel 2019 erano in programma due indagini. Alla fine solo uno è stato fatto, in primavera.
Ai fini del controllo dei costi, a tutti gli affiliati in servizio e in pensione è stato chiesto di aggiornare le informazioni sulla loro assicurazione primaria. Allianz Care ha inviato un questionario preparato dall’IS. L’obiettivo è quello di garantire che tutti gli affiliati, titolari di altre assicurazioni, presentino prima a queste le loro richieste di rimborso e, solo in seguito, ad Allianz Care per le spese non coperte dall’assicurazione primaria. In questo modo si riducono i costi assicurativi sostenuti , e in totale si può ottenere anche il rimborso del 100% della spesa sostenuta. I risultati di questa indagine non sono stati ancora comunicati dall’ Amministrazione. Speriamo di averne una sintesi nel corso dell’anno.
Il secondo sondaggio inizialmente previsto è quello sul grado di soddisfazione degli assicurati, che è stato rinviato.

E. Fondo per le richieste di rimborso medico dei pensionati (RMCF)

Continuiamo a prestare molta attenzione all’evoluzione del RMCF. L’ ammontare del Fondo è cresciuto nel 2019 grazie a solide scelte di investimento, in particolare il saldo di azioni e obbligazioni in portafoglio. Tuttavia è aumentato anche il denaro in uscita. In tali condizioni, l’importo del Fondo dipende ancor più di prima dal ritorno sugli investimenti. Il Fondo è attualmente sempre più vulnerabile a causa dell’attuale incertezza dei mercati finanziari.
Il Comitato di vigilanza del RMCF ha convenuto che il Servizio Internazionale per le Remunerazioni e le Pensioni (ISRP) dovrebbe essere invitato ad aggiornare lo studio sulle prospettive del Fondo. I dati demografici, in particolare, dello studio precedente dovrebbero essere rivisti e aggiornati. A tal fine, la CNRCSA e la CNCSC hanno presentato congiuntamente al Comitato nuove ipotesi di lavoro per il futuro. Una riunione tecnica con i rappresentanti delle 2 Confederazioni, i rappresentanti dell’International Staff e dell’ISRP, dovrebbe tenersi nei primi mesi dell’anno.

F. Cambio della nota a piè di pagina all’articolo 51,2 delle CPR / Appello sostenuto dalla CNRCSA (**)

In seguito al ricorso presentato da un pensionato della NATO, il Tribunale aveva annullato la procedura di reclamo a causa di un’irregolarità da parte dell’Amministrazione. L’Amministrazione ha quindi modificato il procedimento nel marzo 2019, questa volta in linea con le CPR. La raccomandazione del “complaints committee” al Segretario generale è stata a favore del pensionato NATO, ma non è stata attuata. E’ stato quindi presentato un nuovo ricorso. Il Tribunale dovrebbe pronunciarsi sul merito del caso nel marzo di quest’anno.

4. JOINT CONSULTATIVE BOARD (JCB)

Il JCB ha tenuto tre riunioni nel 2019, in marzo, giugno e novembre. Queste riunioni hanno permesso alla CNRCSA la possibilità di far presenti le sue principali preoccupazioni, in particolare la prevista riforma del regime pensionistico coordinato (CPS)e le questioni relative all’assicurazione sanitaria. Gran parte dell’oggetto di queste riunioni non ci riguarda in alcun modo, o solo indirettamente. Tuttavia, la nostra presenza alle riunioni del JCB è essenziale: ci dà una visione generale dei problemi in discussione e la possibilità di intervento ogni volta che sono in discussione i nostri interessi.
Inoltre quest’anno, facendo seguito alla richiesta della CNRCSA e su raccomandazione del JCB, il 4 novembre 2019 il Consiglio ha approvato un emendamento all’articolo 90 delle CPR nel quale si precisa che le responsabilità del CNRCSA sono ora strettamente allineate a quelle del CNCSC. Questa è la conferma ad alto livello della legittimità della missione della Confederazione e il riconoscimento dei nostri anni di lavoro.

6. GIORNATA DEI PENSIONATI

Prendono forma gli accordi per la giornata dei pensionati. Questa iniziativa, promossa dalla NATO pension unit, è pienamente appoggiata dalle quattro associazioni costituenti la CNRCSA e dovrebbe coinvolgere un gran numero di pensionati al nuovo quartier generale della NATO sabato 20 giugno 2020. Tuttavia, per motivi di sicurezza, il numero di partecipanti è stato limitato a 200. Forniremo ulteriori informazioni una volta che i preparativi per l’evento saranno più avanzati.

Allegato 1: Elenco dei delegati CNRCSA
Allegato 2: Bollettino informativo speciale N.1
Allegato 3: Tabella degli aggiustamenti dei salari-pensioni al 1.1.2020
(*) lettera del presidente della Confederazione al Segretario Generale nella quale viene fatta la storia degli eventi che hanno portato alla proposta di modifica della norma sull’ adeguamento delle pensioni da parte del CCR e sulle azioni che la Confederazione intende fare.
(**) ricordo ancora una volta che questa nota, nella sua forma originale, prevedeva che i membri con 25 anni di servizio, al raggiungimento dei 65 anni di età avessero diritto all’ assicurazione base di malattia senza nulla dovere). Questo indipendentemente dalla data in cui raggiungevano i 25 anni di servizio.
La modifica alla nota ne introduce invece una data limite (3 Agosto 2016). Vuol dire che chi viene in pensione dopo il 3 Agosto 2016 pur con 25 anni di servizio, non ha più diritto alla gratuità dell’assicurazione base se questi 25 anni si sono concretizzati dopo questa data.

CNCSC Confederation of NATO Civilian Staff Committees
CNRCSA Confederation of NATO Retired Civilian Staff Association
CPS Coordinated Pension Scheme
JCB Joint Consultative Board (incontri periodici fra l’amministrazione e rappresentanti dello staff)
RMCF Retirees Medical Claims Fund
AAPOCAD Association des Agents Pensionnés des Organisations Coordonnées

………………………………………………………………………………………...ciao, EZIO

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