Commenti al quesito Allianz

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Riporto qui di seguito in ordine cronologico gli interventi di alcuni colleghi.

Lavinio Gualdesi ha scritto:

Carissimi Amici,
Anche io non ho ricevuto nulla, ma vi consiglio di non iniziare una discussione con Allianz.Il nostro interlocutore è chi ci paga stipendi e pensioni in base ad un contratto che per fortuna od efficienza è sempre stato rispettato.Se Allianz vuole cambiare policy è un problema tra Nato e Allianz.Noi potremmo protestare individualmente con NATO se qualcuno di noi viene penalizzato da Allianz e vedere che succede.Se NATO non lo soddisfa lo appoggiamo tutti tramite AAPOCAD,ma non darei neppure questa carta a NATO per permettergli di dilazionare le sue decisioni, se non necessario.
Tenete presente che personalmente, essendo venuto al Centro come ex dipendente della Marina militare ho conservato il mio numero di previdenza malattie ed i servizi ad esso associati.Anche quando ero in servizio al Centro prima mi servivo della struttura sanitaria nazionale e poi inviavo il claim per eventuali differenze (ticket) o per andare a pagamento in ospedale solo per evitare la coda (intra moenia).Il Servizio Nazionale italiano è da preferire alle cliniche private quando disponibile, anche se le mura sono fatiscenti l’ eccellenza medica è in ospedale e non in clinica.Solo che prevede che chi ha un certo reddito partecipi di più alle spese. Ma anche questo ha diversi bachi e falle di tipo “informatico”.Penso che tutti gli ufficiali in servizio alla NATO di Bruxelles si comportino così senza problemi da parte di Allianz.Forse è per questo che in alcuni casi Allianz ricorda che è complementare.Non credo che possa sollevare la cosa con chi non ha o non ha mai avuto accesso alle strutture Italiane. (Colleghi di origine straniera)Anche tali colleghi credo che attraverso il certificato di residenza possano avere accesso alle strutture nazionali italiane.Ovviamente anche a loro consiglio di avere come interlocutore sempre la NATO e mai Allianz che è solo un fornitore della NATO con la quale ha un corposo contratto di assistenza e penso ci tenga a mantenerlo.
Nella speranza di essere stato di aiuto e di non aver generato più confusione, vi mando il mio più caloroso ed affettuoso augurio di godere di buona salute e, incrociando le dita, di aver più bisogno della social welfare che della social security.
All the best
Lavi

Nicola Watkins ha scritto

C’e da aggiungere che i “nuovi” pensionati paghino gia’ una bella cifra per poter continuare di beneficiare dell’assistenza Allianz.  Come grado B io pago piu’ di €1000 all’anno.  Insomma tra le minacce di togliere la “tax adjustment” la situazione peggiora sempre.
Saluti a tutti Nicky

Marino Cecchetti ha scritto:

Inoltre si potrebbe aggiungere:” Il rispetto dei termini contrattuali è essenziale per un buon rapporto di fiducia e collaborazione tra le parti. Come facilmente verificabile Il SSN viene utilizzato se e quando possibile.” Io ho l’impressione di aver vissuto la stessa esperienza nel recente passato, qualcuno ricorda?????
A presto

Piero Lorenzelli ha scritto:

Carissimo Andrea,purtroppo sopraggiunti impegni, mi hanno impedito di partecipare al pranzo dei Saclantici.Mi dispiace, sarà per il prossimo appuntamento.

Al riguardo della questione sollevata recentemente dal cd “Quesito Allianz”, allo scopo di eventualmente uniformare le risposte, ritengo che prioritariamente sia opportuno soprassedere.Vorrei solamente, in questa occasione, trasmettere solamente a te, queste mie impressioni e valutazioni, che se in futuro, ce ne fosse bisogno, possano essere utilizzate, in sinergia con quelle suggerite dagli altri colleghi, per un’efficace ns. “difesa”
Prioritariamente ritengo che:
1) E’ il Centro, e quindi l’Organizzazione, nella persona del suo legale rappresentante, quale è l’attuale Direttore/ice, possa ufficialmente dialogare, a nome di tutti i dipendenti e pensionati NATO, per ciò che attiene a questo argomento, con l’Allianz, la quale SEMBRA reclamare, in forza di EVENTUALI accordi precedenti, alcuni DIRITTI.Sarà vero, oppure è una posizione unilaterale della compagnia assicuratrice tedesca ? (personalmente non mi fido dei tedeschi….)Sarà strumentale a qualcosa , per ottenere posizioni economico/finanziarie più vantaggiose rispetto ad ora, visto l’aumento del numero dei pensionati rispetto a QUELLI CHE VERSANO e sono tutt’ora in servizio?
2) Vorrei ricordare, e noi lo sappiamo, che moltissimi degli attuali pensionati, fortunatamente ancora in vita, hanno contribuito “pro quota” per tanti anni, ai versamenti richiesti e dovuti, a favore della cd assistenza malattie, con la promessa/impegno, da parte dell’allora Van Breda, al godimento dei diritti (a vita) che sappiamo scaturivano al compimento del 55° anno di età, con la clausola di almeno 10 anni di anzianità (condizione che ritengo e ritenevo al tempo, non equa)Io ho versato per 44 anni, pure tu non ti discosti da questa cifra….Ciò premesso, ci hanno detto, che avremmo acquisito dei diritti, a vita,  che per gli anglofoni vanno sotto il temine di “vested rights”Senza infine sottacere quella quota in denaro, sempre in aumento, che annualmente siamo vincolati a pagare all’assicurazione, noi pensionati.
3) Altra particolarità importante alla quale abbiamo assistito come spettatori, mi riferisco al cambiamento in corsa, risalente ad anni fa, tra assicurazioni, vedi,  Van Breda ed Allianz, operazione della quale non conosciamo (almeno io) i termini e gli impegni bilaterali: solo la NATO è a conoscenza se gli impegni della precedente Van Breda siano o meno rispettati dall’odierna Allianz.
Ecco che si ritorna passando dal via, con la necessità che il dialogo tra i vertici attuali (NATO – ALLIANZ) riporti nella realtà, che i termini degli accordi, al tempo stipulati (NATO – Van Breda), siano evidenziati e rispettati da entrambe le parti, solo allora, conoscendo opportunamente tutti i punti dell’accordo, potremo procedere ad una risposta corale congrua ed univoca.Nella denegata ipotesi di accordi attualmente a noi non noti e sfavorevoli, potremo opportunamente rispondere controbattendo ogni condizione, richiesta dall’Allianz, da noi ritenuta inopportuna e non lecita.
Aspettiamo fiduciosi
Un cordiale saluto
Piero

Marino Cecchetti ha scritto:

Andrea Io di primo acchitto avrei risposto come segue: in quanto dipendente NATO ho contribuito per piu di 40 anni al sistema assicurativo dell’Ente (Vanbreda/Allianz) con la promessa contrattuale di beneficiare, anche dopo il servizio, della piena copertura assicurativa medico/sanitaria a vita. Ora perchè italiano e per essermi volontariamente costruito una pensione INPS da cui pago contributi al SSN (solo a partire dal 2013), mi sembra inappropriato (unfair) considerare il SSN come mio primo assicuratore. Condivido le osservazioni di chi mi ha preceduto ed attendo gli sviluppi per allinearmi alla posizione comnune. Saluti a tutti
Marino

Jessie Steele ha scritto

Ciao Andrea,

Dato che non avevo ricevuto informazione sull’argomento io ho risposto di non avere un’altra assicurazione.
Il modulo implicava una polizza personale con tanto di titolare che non mi pareva il nostro caso.
Aspetto di sapere i futuri sviluppi.
Mi dispiace non essere presente al pranzo e spero che vi siete trovati bene.
Tanti saluti,

Aggiornamento sul quesito Allianz

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Come avevo annunciato a Francesco Spia, ho parlato con Domenico Galletti, attuale Presidente del CSA, circa i dubbi sollevati durante il pranzo a proposito del questionario Allianz.
Le stesse perplessità se le sono poste anche i nostri colleghi in servizio. Anche al Centro c’è abbastanza fermento su questo argomento.

Ho riferito a Domenico l’interpretazione data da Francesco Spina e in linea di principio è d’accordo. Domenico mi ha detto che la nuova direttrice del centro già da tempo ha posto alla NATO alcuni quesiti circa l’interpretazione del questionario in modo da dare una risposta uniforme. Nella chiacchierata è emerso che ci sono due situazioni: quella dei dipendenti del Centro e quella dei pensionati.
I dipendenti Italiani del centro, sono esclusi dal Servizio Sanitario Nazionale in quanto non versano i contributi perché non contribuiscono. L’INPS ogni anni rinnova la richiesta alla NATO i 30 milioni di euro di contributi non versati negli ultimi trent’anni. Penso che molti di voi si ricordano di questo contenzioso, quando fummo esclusi dal SSN.

I pensionati INPS e i pensionati NATO invece sono iscritti al SSN perché versano i contributi e pagano le tasse. Quindi ho pregato Domenico di sottolineare questa importante differenza nel prossimo colloquio con la Direttrice in modo da richiedere un ulteriore chiarimento.
Siamo rimasti d’accordo che appena ha qualche novità ce la comunicherà. Per il momento consiglia di non rispondere. La data di scadenza del questionario è 8 Giugno 2019, c’è ancora un po’ di tempo.

In attesa delle risposte faccio un riferimento a molti anni fa, quando avevamo un sistema misto ENPDEP e Vanbreda. A quell’epoca le spese mediche da rimborsare venivano indirizzate in prima istanza all’ENPDEP e successivamente alla Vambreda per la parte non rimborsata dall’ente mutualistico. Se la situazione fosse ancora quella mista al questionario dovremmo rispondere sì. Essendo mutata la situazione aspettiamo.

A proposito del quesito di Allianz

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Riporto qui di seguito il pensiero di Francesco Spina circa le molteplici domande ricevute durante il XVI Pranzo Saclantico a cui ognuno ha risposto secondo la propria interpretazione o dubbio.

Francesco Spina scrive:

Ti scrivo anche per un’altra ragione: la lettera che alcuni di noi (non io) ha ricevuto da Allianz recentemente:
Allianz ci chiede se abbiamo un’altra assicurazione e in questo caso ci ricorda che  “To benefit from the NATO cover you are obliged to first claim with your other insurance before submitting your medical expenses to Allianz Care”. 
Il punto che io vorrei qualcuno chiarisse ad Allianz è che il SSN (Servizio Sanitario Nazionale ) di cui noi possiamo usufruire (e in effetti la maggior parte di noi usa) non va considerata una assicurazione in quanto non é previsto che ci rimborsino le nostre spese mediche. Possono solo fornirci alcuni servizi.È a mio avviso importante che tutti noi ci allineiamo su questa posizione, ed anche (sopratutto) importante che questa posizione sia sostenuta dal Centro che sicuramente sarà coinvolto.
Volevo usare il sito per diffondere quanto sopra, ma non ho capito bene come fare.

Quello che segue è quanto avrei risposto alla lettera se la avessi ricevuta.
Allianz reminds us that: “To benefit from the NATO cover you are obliged to first claim with your other insurance before submitting your medical expenses to Allianz Care”. The point is that what I as many of us do not have another insurance  to which present claims, but just another potential supplier of (some) medical services. Many of these are totally free of cost, as is the basic medical assistance, others are partially covered by the payment of a ‘ticket’, some are totally inexistent (dentist) or practically unusable (specialist doctors available from the social security but only after many months of queue).All we can do is to use these medical services when and how is possible, and submit our clams to Allianz Care for the unavailable, unusable or partially covered services medical services.

16° PRANZO SACLANTICO IMPRESSIONI e COMMENTI

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Carissimi, Ieri 17/05/19 è stata a parer mio una bella giornata, sarà che le mie sono un pò tutte uguali ed abbastanza monotone. L’avevo aspettata tanto, anche se stavo un pò con il timore di non essere fisicamente in grado di intervenire e non poter rivedere tutti. Sapevo che sarebbero state presenti molte persone che essendo venute in pensione quest’anno era molto tempo che non vedevo dato che io ormai mancavo dal Centro dal  2003. Dunque, come dicevo, è stata una bella giornata, il tempo ha retto bene, il posto era piacevole, il pranzo e la scelta del menù a parer mio ottima, non gravosa e piuttosto raffinata. Di questo, si deve  fare un ringraziamento al gruppo organizzativo, da parte mia un ringraziamento particolare ad Andrea per la sua perenne disponibilità a scarrozzarmi a destra e a sinistra. Ma devo ringraziare anche tutti gli altri per la loro disponibilità nei miei confronti ad aiutarmi, anche in un paio di frangenti di respiro affannoso. Tutti quanti mi hanno dimostrato attaccamento e felicità nel rivedermi dopo l’assenza al pranzo precedente. Queste sono dimostrazioni di affetto a pieno ricambiate fra persone che hanno passato assieme parte della loro vita. Tutti quanti comunque hanno dimostrato piacere a partecipare a questi raduni, che vanno trasmessi con entusiasmo anche alle new entry perché questa tradizione non vada persa.