INDAGINE DI ALLIANZ

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Senza riassumere tutta la storia di questa disavventura che ci ha tormentato per diversi giorni metto solo il finale, grazie ad una telefonata di Tavernelli all’Allianz.

Questo è l’epilogo.
Cari colleghi forse siamo sulla dirittura di arrivo.
Dopo la telefonata di Tavernelli all’Allianz si sono chiarite alcune core:
1) Allianz ha mandato il questionario indistintamente a tutti pur sapendo che alcune nazioni hanno un servizio sanitario nazionale tra cui l’Italia e UK e qualche altra nazione.
2) I cittadini Italiani non devono rispondere al questionario. Per chi avesse risposto non succede nulla, registrano la risposta e finisce lì.
3) Domenico Galletti, informato di quanto sopra ha telefonato ad Allianz ed è riuscito ad ottenere una lettera o un mail scritta che attesti quanto detto a Tavernelli.
A margine, Domenico ha parlato con Franchi a Bruxelles che ha detto che il questionario ha suscitato molto rumore e disappunto in quanto è stata un’iniziativa unilaterale senza essere concordata con i vari board. 
Resto in attesa della copia della mail che Domenica ha sollecitato, per girarvela.
Credo di poter affermare che la questione è conclusa.

“Tanto rumore per niente” … ma questo lo sappiamo solo adesso.

Un saluto a tutti.Andrea

La settimana scorsa ho chiesto a Mr. ARZENI, della Confederazione dei Pensionati NATO e delegato per la regione Italia, un suo parere a proposito dell’ indagine. Riporto, a integrazione di quanto abbiamo già abbondantemente scritto e letto nei giorni scorsi, la sua risposta in merito.

<<Noi abbiamo l’obbligo di rispondere all’indagine che ha proposto l’Alliance su richiesta ufficiale della NATO.

Il mio suggerimento ai Former Staff Members, di cui io ho l’indirizzo di posta elettronica, è stato quello di rispondere che noi siamo iscritti al Sistema Sanitario Nazionale. Infatti, la mail che abbiamo ricevuto ci chiede se siamo iscritti ad un “social security health insurance”. Al meeting dell’ANARCP del 23  maggio u.s., si è discusso sul termine obliged che è scritto nella mail e la conclusione è stata che occorre usufruire del SSN ” where possible “. Quindi non ci viene tolto alcun privilegio ma viene consigliato di usufruire, quando è possibile, del SSN per salvaguardare il RMCF. La tua considerazione di usufruire del SSN per il medico di base e per i medicinali risponde alla loro richiesta. 

Sarebbe utile se tu mi comunicassi i nomi e gli indirizzi di posta elettronica dei colleghi, non più in servizio, di cui tu sei a conoscenza.>>

Quanto sopra magari può fornire qualche “input” a qualcuno che non ha ancora compilato il form.

Arzeni mi ha chiesto di mandargli l’ elenco dei nostri pensionati con relative E-mail. Non vedo niente di pericoloso in questo. Se qualcuno non fosse favorevole me lo faccia sapere.

Grazie

Ezio

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ezio@baglioni

Commenti al quesito Allianz

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Riporto qui di seguito in ordine cronologico gli interventi di alcuni colleghi.

Lavinio Gualdesi ha scritto:

Carissimi Amici,
Anche io non ho ricevuto nulla, ma vi consiglio di non iniziare una discussione con Allianz.Il nostro interlocutore è chi ci paga stipendi e pensioni in base ad un contratto che per fortuna od efficienza è sempre stato rispettato.Se Allianz vuole cambiare policy è un problema tra Nato e Allianz.Noi potremmo protestare individualmente con NATO se qualcuno di noi viene penalizzato da Allianz e vedere che succede.Se NATO non lo soddisfa lo appoggiamo tutti tramite AAPOCAD,ma non darei neppure questa carta a NATO per permettergli di dilazionare le sue decisioni, se non necessario.
Tenete presente che personalmente, essendo venuto al Centro come ex dipendente della Marina militare ho conservato il mio numero di previdenza malattie ed i servizi ad esso associati.Anche quando ero in servizio al Centro prima mi servivo della struttura sanitaria nazionale e poi inviavo il claim per eventuali differenze (ticket) o per andare a pagamento in ospedale solo per evitare la coda (intra moenia).Il Servizio Nazionale italiano è da preferire alle cliniche private quando disponibile, anche se le mura sono fatiscenti l’ eccellenza medica è in ospedale e non in clinica.Solo che prevede che chi ha un certo reddito partecipi di più alle spese. Ma anche questo ha diversi bachi e falle di tipo “informatico”.Penso che tutti gli ufficiali in servizio alla NATO di Bruxelles si comportino così senza problemi da parte di Allianz.Forse è per questo che in alcuni casi Allianz ricorda che è complementare.Non credo che possa sollevare la cosa con chi non ha o non ha mai avuto accesso alle strutture Italiane. (Colleghi di origine straniera)Anche tali colleghi credo che attraverso il certificato di residenza possano avere accesso alle strutture nazionali italiane.Ovviamente anche a loro consiglio di avere come interlocutore sempre la NATO e mai Allianz che è solo un fornitore della NATO con la quale ha un corposo contratto di assistenza e penso ci tenga a mantenerlo.
Nella speranza di essere stato di aiuto e di non aver generato più confusione, vi mando il mio più caloroso ed affettuoso augurio di godere di buona salute e, incrociando le dita, di aver più bisogno della social welfare che della social security.
All the best
Lavi

Nicola Watkins ha scritto

C’e da aggiungere che i “nuovi” pensionati paghino gia’ una bella cifra per poter continuare di beneficiare dell’assistenza Allianz.  Come grado B io pago piu’ di €1000 all’anno.  Insomma tra le minacce di togliere la “tax adjustment” la situazione peggiora sempre.
Saluti a tutti Nicky

Marino Cecchetti ha scritto:

Inoltre si potrebbe aggiungere:” Il rispetto dei termini contrattuali è essenziale per un buon rapporto di fiducia e collaborazione tra le parti. Come facilmente verificabile Il SSN viene utilizzato se e quando possibile.” Io ho l’impressione di aver vissuto la stessa esperienza nel recente passato, qualcuno ricorda?????
A presto

Piero Lorenzelli ha scritto:

Carissimo Andrea,purtroppo sopraggiunti impegni, mi hanno impedito di partecipare al pranzo dei Saclantici.Mi dispiace, sarà per il prossimo appuntamento.

Al riguardo della questione sollevata recentemente dal cd “Quesito Allianz”, allo scopo di eventualmente uniformare le risposte, ritengo che prioritariamente sia opportuno soprassedere.Vorrei solamente, in questa occasione, trasmettere solamente a te, queste mie impressioni e valutazioni, che se in futuro, ce ne fosse bisogno, possano essere utilizzate, in sinergia con quelle suggerite dagli altri colleghi, per un’efficace ns. “difesa”
Prioritariamente ritengo che:
1) E’ il Centro, e quindi l’Organizzazione, nella persona del suo legale rappresentante, quale è l’attuale Direttore/ice, possa ufficialmente dialogare, a nome di tutti i dipendenti e pensionati NATO, per ciò che attiene a questo argomento, con l’Allianz, la quale SEMBRA reclamare, in forza di EVENTUALI accordi precedenti, alcuni DIRITTI.Sarà vero, oppure è una posizione unilaterale della compagnia assicuratrice tedesca ? (personalmente non mi fido dei tedeschi….)Sarà strumentale a qualcosa , per ottenere posizioni economico/finanziarie più vantaggiose rispetto ad ora, visto l’aumento del numero dei pensionati rispetto a QUELLI CHE VERSANO e sono tutt’ora in servizio?
2) Vorrei ricordare, e noi lo sappiamo, che moltissimi degli attuali pensionati, fortunatamente ancora in vita, hanno contribuito “pro quota” per tanti anni, ai versamenti richiesti e dovuti, a favore della cd assistenza malattie, con la promessa/impegno, da parte dell’allora Van Breda, al godimento dei diritti (a vita) che sappiamo scaturivano al compimento del 55° anno di età, con la clausola di almeno 10 anni di anzianità (condizione che ritengo e ritenevo al tempo, non equa)Io ho versato per 44 anni, pure tu non ti discosti da questa cifra….Ciò premesso, ci hanno detto, che avremmo acquisito dei diritti, a vita,  che per gli anglofoni vanno sotto il temine di “vested rights”Senza infine sottacere quella quota in denaro, sempre in aumento, che annualmente siamo vincolati a pagare all’assicurazione, noi pensionati.
3) Altra particolarità importante alla quale abbiamo assistito come spettatori, mi riferisco al cambiamento in corsa, risalente ad anni fa, tra assicurazioni, vedi,  Van Breda ed Allianz, operazione della quale non conosciamo (almeno io) i termini e gli impegni bilaterali: solo la NATO è a conoscenza se gli impegni della precedente Van Breda siano o meno rispettati dall’odierna Allianz.
Ecco che si ritorna passando dal via, con la necessità che il dialogo tra i vertici attuali (NATO – ALLIANZ) riporti nella realtà, che i termini degli accordi, al tempo stipulati (NATO – Van Breda), siano evidenziati e rispettati da entrambe le parti, solo allora, conoscendo opportunamente tutti i punti dell’accordo, potremo procedere ad una risposta corale congrua ed univoca.Nella denegata ipotesi di accordi attualmente a noi non noti e sfavorevoli, potremo opportunamente rispondere controbattendo ogni condizione, richiesta dall’Allianz, da noi ritenuta inopportuna e non lecita.
Aspettiamo fiduciosi
Un cordiale saluto
Piero

Marino Cecchetti ha scritto:

Andrea Io di primo acchitto avrei risposto come segue: in quanto dipendente NATO ho contribuito per piu di 40 anni al sistema assicurativo dell’Ente (Vanbreda/Allianz) con la promessa contrattuale di beneficiare, anche dopo il servizio, della piena copertura assicurativa medico/sanitaria a vita. Ora perchè italiano e per essermi volontariamente costruito una pensione INPS da cui pago contributi al SSN (solo a partire dal 2013), mi sembra inappropriato (unfair) considerare il SSN come mio primo assicuratore. Condivido le osservazioni di chi mi ha preceduto ed attendo gli sviluppi per allinearmi alla posizione comnune. Saluti a tutti
Marino

Jessie Steele ha scritto

Ciao Andrea,

Dato che non avevo ricevuto informazione sull’argomento io ho risposto di non avere un’altra assicurazione.
Il modulo implicava una polizza personale con tanto di titolare che non mi pareva il nostro caso.
Aspetto di sapere i futuri sviluppi.
Mi dispiace non essere presente al pranzo e spero che vi siete trovati bene.
Tanti saluti,

Aggiornamento sul quesito Allianz

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Come avevo annunciato a Francesco Spia, ho parlato con Domenico Galletti, attuale Presidente del CSA, circa i dubbi sollevati durante il pranzo a proposito del questionario Allianz.
Le stesse perplessità se le sono poste anche i nostri colleghi in servizio. Anche al Centro c’è abbastanza fermento su questo argomento.

Ho riferito a Domenico l’interpretazione data da Francesco Spina e in linea di principio è d’accordo. Domenico mi ha detto che la nuova direttrice del centro già da tempo ha posto alla NATO alcuni quesiti circa l’interpretazione del questionario in modo da dare una risposta uniforme. Nella chiacchierata è emerso che ci sono due situazioni: quella dei dipendenti del Centro e quella dei pensionati.
I dipendenti Italiani del centro, sono esclusi dal Servizio Sanitario Nazionale in quanto non versano i contributi perché non contribuiscono. L’INPS ogni anni rinnova la richiesta alla NATO i 30 milioni di euro di contributi non versati negli ultimi trent’anni. Penso che molti di voi si ricordano di questo contenzioso, quando fummo esclusi dal SSN.

I pensionati INPS e i pensionati NATO invece sono iscritti al SSN perché versano i contributi e pagano le tasse. Quindi ho pregato Domenico di sottolineare questa importante differenza nel prossimo colloquio con la Direttrice in modo da richiedere un ulteriore chiarimento.
Siamo rimasti d’accordo che appena ha qualche novità ce la comunicherà. Per il momento consiglia di non rispondere. La data di scadenza del questionario è 8 Giugno 2019, c’è ancora un po’ di tempo.

In attesa delle risposte faccio un riferimento a molti anni fa, quando avevamo un sistema misto ENPDEP e Vanbreda. A quell’epoca le spese mediche da rimborsare venivano indirizzate in prima istanza all’ENPDEP e successivamente alla Vambreda per la parte non rimborsata dall’ente mutualistico. Se la situazione fosse ancora quella mista al questionario dovremmo rispondere sì. Essendo mutata la situazione aspettiamo.

A proposito del quesito di Allianz

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Riporto qui di seguito il pensiero di Francesco Spina circa le molteplici domande ricevute durante il XVI Pranzo Saclantico a cui ognuno ha risposto secondo la propria interpretazione o dubbio.

Francesco Spina scrive:

Ti scrivo anche per un’altra ragione: la lettera che alcuni di noi (non io) ha ricevuto da Allianz recentemente:
Allianz ci chiede se abbiamo un’altra assicurazione e in questo caso ci ricorda che  “To benefit from the NATO cover you are obliged to first claim with your other insurance before submitting your medical expenses to Allianz Care”. 
Il punto che io vorrei qualcuno chiarisse ad Allianz è che il SSN (Servizio Sanitario Nazionale ) di cui noi possiamo usufruire (e in effetti la maggior parte di noi usa) non va considerata una assicurazione in quanto non é previsto che ci rimborsino le nostre spese mediche. Possono solo fornirci alcuni servizi.È a mio avviso importante che tutti noi ci allineiamo su questa posizione, ed anche (sopratutto) importante che questa posizione sia sostenuta dal Centro che sicuramente sarà coinvolto.
Volevo usare il sito per diffondere quanto sopra, ma non ho capito bene come fare.

Quello che segue è quanto avrei risposto alla lettera se la avessi ricevuta.
Allianz reminds us that: “To benefit from the NATO cover you are obliged to first claim with your other insurance before submitting your medical expenses to Allianz Care”. The point is that what I as many of us do not have another insurance  to which present claims, but just another potential supplier of (some) medical services. Many of these are totally free of cost, as is the basic medical assistance, others are partially covered by the payment of a ‘ticket’, some are totally inexistent (dentist) or practically unusable (specialist doctors available from the social security but only after many months of queue).All we can do is to use these medical services when and how is possible, and submit our clams to Allianz Care for the unavailable, unusable or partially covered services medical services.

La Vestaglia di Lavinio

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Il braccio alzato non è un saluto romano e la bocca aperta non significa che stesse gridando “Hurrà”. Il braccio alzato era appoggiato al rack della radio di bordo. Nella prima foto Lavinio ascolta attentamente la domanda mentre nella seconda forse lo manda a quel paese…

LA VESTAGLIA
di Lavinio Gualdesi.

Stavo per buttarla via. Era ormai logora, la mia vestaglia.
Poi mi sono ricordato di una notte piena di lampi al largo dell’Elba…..
È stata la crociera più Kolossal di tutti i tempi e il nome era spaventoso: Yellow Shark.
Nessuno era riuscito ad arginare le richieste sempre più vaste di quello che per il suo modo di pronunciare l’ italiano chiamavamo tutti scherzosamente La Pantera Rosa.
Mentre gli altri avevano una Nave: lui tre. Mentre gli altri avevano un assistente scientifico e un Ingegnere coordinatore: lui tre. Anzi quattro. Io ero uno di questi.
Dove gli altri avevano un laboratorio a terra: lui Formiche di Grosseto , Elba, Giglio e vari mezzi minori.
Gli altri avevano un Programma prove: lui tre. E non rivelava da quale stava leggendo che un’ ora prima e agli stretti interessati.
Ne consegue che essendo lui uno e noi molti, la maggior parte passava il tempo in attesa di recitare la sua parte.
A me era toccata la parte di quello che sta sull’Alliance insieme con Francesco Spina.
Dopo due giorni e due notti in attesa che toccasse a noi essere interpellati dal CAPO il tempo cominciava a farsi problematico e la Formica era squarciata da lampi.
Le comunicazioni radio erano sempre dal capo a tutti. Solo che nessuno sapeva chi sarebbe stato interrogato.
Dopo cena il sonno dopo due notti e due giorni passati davanti alla radio si faceva sentire.
A ma e Francesco calava la palpebra e ci tenevamo svegli con le solite battute.
Andrea Cavanna che, avendo da tenere a balia un infinito numero di software e tutti quelli che ci si incartavano dentro, era sempre presente in laboratorio, mi ricorda anche un’altra frase ricorrente nelle comunicazioni tra imbarcazioni e che sarebbe suonata strana ad una ipotetica spia in ascolto. La frase era: “Voi che parlare con le formiche ditegli che …..” .
A questo proposito sorprendiamo Vittorio Grandi venir interpellato per Radio dal CAPO. Era il suo turno e nel tentativo di rispondere subito e a tono esagerava al punto che ne imitava la pronuncia in modo che in laboratorio tutti ne ridevano.
L’ unico che non rideva era il CAPO che andando a cena voleva essere sicuro che le cose continuassero.
Il sonno a questo punto ci faceva sbandare. Francesco mi confessava che stava per andare a nanna.
Io volevo aspettare che ci informassero quelli sull’Isola con lui che fosse andato a dormire.
Alle due di notte ero ancora ad aspettare.
I miei informatori mi dicevano: “con quello che ha mangiato e bevuto non tarderà a crollare….”
Alle due e trenta, sopraffatto dal sonno, ho avvisato il personale di guardia in Laboratorio che andavo in cabina e di chiamarmi se fosse stato necessario.
Dopo solo mezz’ora, e quindi con il sonno più profondo, sento bussare alla porta e gridare”La Pantera Rosa ti cerca!!! Fai presto che sta gridando come un aquila dove sei!!!
Mi infilo la prima cosa che trovo al buio: la vestaglia (che normalmente usavo solo per entrare nel bagno che era sempre freddo) e corro in Laboratorio.
Il dialogo che ne seguì veniva annotato dal “notaio” del gruppo: l’ amico Legner.
Se avesse ancora gli appunti mi piacerebbe rileggere il colloquio tra un morto di sonno e un ubriaco petulante.
La Pantera Rosa continuava a chiedermi di mettere a mare subito nella notte uno strumento scelto accuratamente tra tutti quelli disponibili solo perché gli avevo detto dall’inizio che era sperimentale e quindi non calibrato né tanto meno affidabile.
Per di più mi chiedeva una misura a pochi centimetri dal fondo del mare.
A nulla è valso spiegargli che oltre tutto, dato lo stato del mare, i pochi centimetri diventavano un metro e mezzo ad ogni beccheggio della nave.
Un modo come un altro per schiodare lo strumento sul fondo.
Temendo ancor più il bonario rimprovero di Federico (“Aho macché avete fatto , m’ avete sventrato lo strumento!!!”) che l’ ordine perentorio di uno che l’ indomani non si sarebbe ricordato di avermelo ordinato…. decisi di ignorare l’ ordine.
Il fatto è stato come sempre apparentemente ignorato e dimenticato, ma lo sfottimento per essermi presentato in vestaglia in laboratorio è durato per giorni e le sere dopo mi è costato varie birre in saletta!!!
Adesso che ho fatto la foto ricordo la posso buttare tranquillo.
La foto in divisa da allievo di macchina l’ ho messa perché li invece, anche dopo notti di guardia, farmi trovare a dormire mi sarebbe costato il posto.

Ad integrazione  del racconto di Lavinio riporto qui di seguito il commento di Francesco Spina.

Cari amici,
mi ricordo bene quella sera. Era stata una giornata intensa ed eravamo finiti in prossimità dello scoglio d’ Africa. E’ questa -per chi non la conosce- una zona di mare con profondità di pochi metri situata a metà strada tra la Corsica e Montecristo, a Sud di Pianosa; tutto intorno circondata da un mare profondo fino a 200 metri.
A Montecristo stava lo scientist in charge.
Io ero a bordo e il mio compito era, oltre al lavoro che facevo di solito, il collegamento tra lui e il bordo con Lavinio e gli altri. A bordo tra l’altro c’era una giovane ricercatrice che si interessava alla poseidonia, particolarmente abbondante su quello scoglio sommerso investito da correnti che si possono immaginare. Per osservare il diverso comportamento della poseidonia dal giorno alla notte, e l’impatto che esso aveva sull’acustica era venuto in mente a qualcuno di fare quella misura di cui parla Lavinio (se ricordo bene riguardava l’ossigeno disciolto in acqua).
Solo che in quella crociera c’era qualcosa di inusuale: il contatto con lo Scientist in Charge si interrompeva a fine giornata, per riprendere qualche volta, come quella sera, nel cuore della notte. Questo tra parentesi era un mio problema, perché la sera Lothar (il comandante) mi chiedeva il programma di lavoro per il giorno dopo e io non sapevo cosa dirgli (Poi risolsi questo problema dandogli ogni sera un piano di mia invenzione salvo revisioni la mattina dopo se necessario).
Quella sera però ero andato a dormire e vi potete immaginare quale impressione mi fece veder comparire Lavinio nella sua elegante vestaglia. Superata la sorpresa (potete immaginare quello che uno avrebbe potuto pensare per quella visita notturna) concordai con lui che poteva fare o non fare la misura secondo il suo giudizio e tornai a dormire.

 

CONFEDERAZIONE DELLE ASSOCIAZIONI DEI PENSIONATI NATO

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Allego copia del nuovo bollettino della Confederazione delle Associazioni del personale NATO in pensione.

E’ un po’ il compendio di quanto avvenuto nel 2015. In buona parte sono gli stessi argomenti trattati nel verbale dell’ esecutivo. In più , visto che l’ esecutivo si era tenuto ai primi di novembre, la “roba” dell’ ultimo mese e mezzo alla luce degli ultimi incontri.

Cure termali e di riabilitazione: In generale i benefici non sono stati modificati, solo la procedura amministrativa è stata resa più complicata, ma questo deve essere visto in funzione del contenimento dei costi.

Se l’ assicurato chiede preventiva approvazione per cure prescritte da un medico (specialista) in un centro di cure termali o centro di riabilitazione, AWC dà l’autorizzazione con le esclusioni di:

– parcheggi a pagamento e spese non mediche (trattamenti di benessere, tasse di soggiorno, attività di gruppo, etc.) esclusi dalle condizioni della polizza di assicurazione sanitaria.

Tuttavia le tasse verranno prese in considerazione per il rimborso se:

la tassa è un’ imposizione comunale e non una tassa imposta dall’ azienda termale per avere accesso alla struttura. ( in questo caso non è rimborsabile).

Inutile dire che le sedute di riabilitazione individuali sotto controllo (para)medico sono rimborsabili come in passato.

Le spese per le lezioni di acquagym, pilates o yoga non sono rimborsabili.

 

Osservazione personale

(se le cose stessero davvero in questi termini non vedrei grossi cambiamenti rispetto al passato. Peccato poi che nelle proposte approvate dal JCB   ci viene detto che le terme verranno rimborsate solo ai moribondi….     Che dire! Per ora…. Non ho parole!)

 Spese funerarie: Nato e AWC hanno deciso che l’importo forfettario per le spese funerarie dipenderà dal paese di residenza ufficiale dell’assicurato, indipendentemente da dove è morto o è stato sepolto.

Long-term nursing care at home: di seguito una copia avanzata delle proposte della federazione che che sarà portata al JCB per l’approvazione. (vedi sommario dell’esecutivo di novembre 2015)

PREMESSA

Nell’ ottobre 2010, Billy Roden (attualmente il Presidente ARO), propone un emendamento al contratto assicurativo della NATO, per permettere che coloro che, coprendo tutte le condizioni stabilite nel contratto di assicurazione, hanno diritto al rimborso delle spese per i periodi trascorsi in casa di cura, possano essere ugualmente rimborsati anche se scegliendo di “soggiornare in casa propria “.

Il contratto attuale così recita:

– Il contratto d’ assicurazione NATO prevede che quando un assicurato necessita di cure a lungo termine e viene ricoverato in casa di cura, dietro prescrizione medica e approvazione del team medico dell’ Assicurazione, venga rimborsato delle spese mediche a lungo termine fino al massimale previsto nel contratto.

– Il contratto d’ assicurazione NATO non prevede la copertura delle stesse spese per cure a lungo termine se l’assicurato sceglie di rimanere a casa invece di farsi ricoverare in casa di cura.

 Attuazione pratica delle proposte fatte dalla Federazione:

Anche se non è previsto come tale nel contratto, la possibilità di consentire agli assicurati di essere coperti, pur rimanendo a casa invece di andare in una casa di cura, è di fatto già implementata considerando i casi che di volta in volta vengono presentati.

Il rimborso per l’assistenza infermieristica a lungo termine a casa può essere approvato alle condizioni seguenti:

  • – una condizione medica ,oggettivamente dimostrata, che richieda un soggiorno in casa di cura e per il quale i medici dell’assicurazione danno l’approvazione;
  • – Il soggiorno a casa deve essere “sensato”. L’ assicurazione cioè verifica se da un   punto di vista medico il paziente può essere trattato in casa o se la sua condizione   medica è troppo grave per rimanere a casa.
  • – L’assicurazione paragona   l’assistenza a casa con i costi per il solito trattamento     in una casa di cura. Il rimborso per l’assistenza domiciliare non sarà mai superiore   a quello che si ritiene ‘ragionevole e consueto’ nella regione in cui il paziente          risiede.
  • – Solo i trattamenti di natura medica vengono rimborsati. Le cure non                    mediche (cucina,         pulizia, …) non sono coperte.
  • – Vengono solo rimborsati i trattamenti prestati da personale qualificato in grado di       emettere regolare fattura.

Se le suddette condizioni sono tutte soddisfatte, il rimborso per assistenza sanitaria a casa a lungo termine è normalmente concesso fino a una cifra non superiore al limite previsto per il ricovero in casa di cura.

Azioni correttive: al fine di garantire una buona copertura assicurativa e un premio annuale stabile, la NATO ha sottolineato che, come misure a breve termine, sono state richieste alcune azioni correttive che tuttavia, non cambiano l’attuale NGIC.

Inoltre sono state prese   misure relative alla stabilizzazione del RMCF.

La proposta di modifica della nota all’articolo 51.2 delle NCPRs toccherà il principio dei diritti acquisiti, soprattutto per i beneficiari della “copertura ponte”. Su questa questione il NAC prenderà una decisione a breve. Ulteriori informazioni saranno fornite in quel momento.

L’elenco che segue delle azioni correttive è stato approvato dal JCB e entrerà probabilmente in vigore il l gennaio 2016.

– I trattamenti dentali con spesa superiore a 5000Euro, dovranno essere  accompagnati da radiografia prima e dopo il trattamento        

– Rivestimenti dentali cosmetici non saranno più coperti;

– Vitamine e minerali rimborsati solo se prescritti. Complessi multivitaminici non          saranno coperti;

– Per i professionisti di medicina naturale, naturopati , saranno rimborsati solo           trattamenti riconosciuti, e non non provati o sperimentali;

– Cure termali saranno rimborsate solo in caso di grave malattia, durante il periodo     post-operatorio dopo un intervento chirurgico serio o per le condizioni invalidanti   croniche in seguito a  osteoartrite, lombosciatalgia, stenosi spinale, etc 

– Per interventi chirurgici ambulatoriali e day hospital negli ospedali sarà coperto    solo il ricovero in   camera semi-privata;

– Il NGIC prevede la copertura per consultazioni telefoniche con il medico; tuttavia,     qualsiasi altro tipo di consultazione a distanza come Skype per esempio non è         coperto.

Giorno dei pensionati NATO: L’ ente pensione NATO propone di riunire tutti i pensionati NATO con le loro mogli in un “Retirees’ day” a Brussels in una data ancora da definire. I partecipanti potrebbero visitare il nuovo quartier generale, incontrare il Segretario generale e partecipare a una serie di incontri su diversi temi.Un finanziamento all’ evento è già stato previsto sia dall Executive Management che dal Comitato esecutivo. Ulteriori informazioni saranno fornite in tempo utile.

Ricordo che tutto questo fà parte del 2015. Prima della “letterina di Natale” che in parte ( vedi l’esclusione del possibile pagamento diretto da parte di AWC per lavori dentali di particolare impegno) ha disatteso quanto detto dalla Federazione.

 

 

Di seguito il collegamento alla versione inglese completa che fa testo per tutto quanto.

CNRCSA_Newsletter_6_Eng (1)

Ciao, Ezio

AWC               Allianz Worldwide Care

JCB                 Joint Consultative Board (incontri periodici fra l’amministrazione e                                          rappresentanti dello staff)

NGIC              NATO Group Insurance Contract

NCPR             NATO Civilian Personnel Regulations

RMCF             Retirees Medical Claims Fund

ARO               Association des Agents Retraites de l’ OTAN

NAC                North Atlantic Council

CONFEDERAZIONE PENSIONATI NATO – RIUNIONE ESECUTIVO 5/XI/2015

Download PDF   RIUNIONE DEL COMITATO ESECUTIVO DELLA CONFEDERAZIONE DELLE            ASSOCIAZIONI DEL PERSONALE NATO IN PENSIONE DEL 5 NOVEMBRE 2015

Argomenti trattati di nostro particolare interesse sono stati:

  • – RMCF ( il fondo che ci consente di godere ancora del rimborso delle spese          mediche)
  • – ALLIANZ   (situazione)

RMCF : Come già detto in documenti precedenti il fondo ,costituito il 1.gennaio.2001, rischia l’estinzione in tempi abbastanza brevi se non saranno trovate soluzioni opportune. Una di queste ventilate soluzioni prevede la modifica / cancellazione della nota 2 all’ articolo 51.2 delle CPR.Nota questa che, nella scrittura attuale, prevede che i membri con 25 anni di servizio e al raggiungimento dei 65 anni di età abbiano diritto all’ assicurazione base di malattia senza nulla dovere. Questa modifica è stata supportata, ad un JCB, dalla confederazione del personale in servizio (CNCSC) e dai rappresentanti dell‘ amministrazione.

La confederazione dei pensionati ha insistito sul fatto che la nota, se modificata, non dovrà in alcun modo ledere i diritti acquisiti del personale già in pensione. Qualsiasi modifica che preveda un contributo al fondo dovrebbe applicarsi solo ai nuovi pensionati.

In proposito una decisione finale da parte del Council è attesa prima della fine dell’ anno (questa riunione si è tenuta il 5 Novembre 2015).

In ogni caso la confederazione si è resa disponibile ad eventuali incontri sia con i rappresentanti del personale in servizio che con quelli dell’ amministrazione. Ovviamente mantenendo ferma l’idea di non togliere i diritti acquisiti a chi è già in pensione.

AGGIORNAMENTI SULL’ ASSICURAZIONE MALATTIE : Il comitato ha preso atto della relazione di Mr. F. Bulling (rappresentante della confederazione pensionati nei vari gruppi di lavoro sull’ assicurazione medica) sulle ultime due riunioni del 25 giugno e 22 ottobre 2015.

Un breve sommario della relazione:E’ stato ricordato che “interpretazioni flessibili” del contratto di assicurazione NATO (NGIC) non sono più possibili. Le misure di contenimento dei costi hanno la priorità con lo scopo di salvaguardare i benefici esistenti e mantenere il premio annuale stabile. Tuttavia AWC è sempre disponibile per chiarire dubbi Si ricorda anche che la decisione finale sull’interpretazione del NGIC è fatta dalla NATO quale contraente dell’ assicurazione, e da ALLIANZ GROUP,   quale assicuratore principale, in linea con la normativa belga sulla sicurezza sociale.

Documentazione: l’aggiornamento del NGIC è in corso. Questo aggiornamento non comporta alcun cambio nei benefici. L’attuale NGIC, entrato in vigore il 1 Gennaio 2012, è vincolante per cinque anni, e sarà rinnovato, fino alla scadenza, di anno in anno per tacito accordo.

La revisione del “NATO Benefit Guide” , che si chiamerà “Employee Benefit Guide (EBG), sarà a presto disponibile. Ogni assicurato ne riceverà anche una copia stampata. Sarà anche modificato lo stampato per le richieste di rimborso per meglio mettere in evidenza la scelta di una assicurazione primaria e sarà anche prodotta la nuova tabella dei rimborsi.

Azioni correttive:per assicurare una copertura medica efficace e un premio annuale stabile, la NATO ha sottolineato che, a breve termine, sarà necessario prendere alcuni provvedimenti, per il contenimento dei prezzi, senza cambiare però l’attuale NGIC.

Cure odontoiatriche: In alcuni casi particolari (deturpamento causa incidente o come conseguenza a interventi in seguito a malattia tumorale) e, per importi notevoli, è stato accettato il principio del pagamento diretto della prestazione.

Da sottolineare che una delle azioni di contenimento proposte è la richiesta di radiografia prima e dopo interventi dentali con spesa superiore a 5000 Euro.

Long-term Nursing Care at home: Era questo un argomento sollevato dal CNRCSA per la prima volta nel mese di ottobre 2010.

Riguarda la copertura per l’assistenza infermieristica medica a lungo termine a casa, invece dell’obbligo di stare “ricoverato” in una casa di cura. Finalmente, dopo cinque anni di discussioni e delibere, la NATO e Allianz hanno accettato la proposta del CNRCSA per alcune circostanze che saranno pubblicate dopo l’approvazione da parte del JCB.

 

………………………………………………………………..

Ricordo che il testo che fa fede è quello inglese al quale si accede col seguente link

cnrcsa-2015-r-3-meeting-minutes-nov-27-2015

AWC               Allianz Worldwide Care
CNCSC           Confederation of NATO Civilian Staff Committees
CNRCSA        Confederation of NATO Retired Civilian Staff Association
EBG                Employee Benefit Guide
JCB                 Joint Consultative Board (incontri periodici fra l’amministrazione e                                         rappresentanti dello staff)
NGIC              NATO Group Insurance Contract
CPR                Civilian Personnel Regulations
RMCF             Retirees Medical Claims Fund

Allianz – Cure mediche

Download PDFIeri ho ricevuto una mail da Allianz che comunicava che a partire dal 1 Gennaio 2016 alcune clausole di trattamento cambiano, naturalmente in peggio. Ovvero alcune prestazione non verranno più riconosciute o ridotte.

La buona notizia, per i pensionati, è che le nuove regole non si applicano a chi era membro della Copertura Medica Continuativa prima del 1 gennaio 2001.

Chi non l’avesse ricevuta la può scaricare da questo link.

Andrea

Allianz quota 2014

Download PDFIn data odierna 28/04/2014 mi è arrivata la richiesta da parte di Allianz della quota supplementare medica. Mi era stato richiesto di farne cenno non appena fosse arrivata. La quota di quest’anno 2014 è un po’ aumentata, nel mio caso è €  199.36.

Può darsi che non arrivi a tutti contemporaneamente, comunque sappiate che è in distribuzione. Saluti Piero.