Hermand family

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Dominique, his wife;

Adrien (†), Louise, Elie and Fanny,  his childrens;
Jean-Paul, Olivier and Sandrine, his brothers and sister;
Isabelle, Géraldine, Catherine, Anne and Vincent, his sisters- and brother-in-law;
Martin, Florence, Samuel, Laura, Alice, Victor, Eliette, Basile, Paul-Arthur, Pierre-Louis, Victorine and his godson, Charles, his nephews and nieces; have the deep sorrow to announce the loss of  Professor Jean-Pierre Hermand on the 3rd of September 2018

The funeral service will be performed at l’église Saint-Clément, 50 Rue du Loutrier, 1170 Bruxelles (Belgium), on the 14th of September 2018 at 10.00 am.
The service will be followed by a reception at 7 Drève des Weigélias, 1170 Bruxelles (Belgium), as from 12.00 am.
Everyone is welcome.

Lutti improvvisi

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Come anticipato sulla chat de iSaclantici sono giunte le notizie della scomparsa di due nostri colleghi: Jean Pierre Hermand e Anna Bizzarri.

Jean Pierre è morto qualche giorno fa sull’aereo a seguito di un malore.

Anna Bizzarri è mancata oggi 6 settembre all’ospedale della Spezia dove era ricoverata a seguito di un virus letale.

Entrambe hanno fatto parte della storia del Centro. Uno come scienziato e l’altra come segretaria.

Anna Bizzari è stata per moltissimi anni la segretaria del dipartimento di computing (COM) dell’era Pier Blavier. Per noi del COM era un punto di riferimento. Aveva un carattere forte e una intelligenza superiore. Era il personaggio misterioso del racconto della notte ad Alessandria d’Egitto.

Jean Pierre era uno scienziato vulcanico e di grande inventiva. Oggi diremmo che era avanti. Personalmente ho partecipato a tutte le sue crociere comprese le mitiche Jellow Shark, che abbiamo ricordato qualche tempo fa pubblicando un aneddoto di Lavinio Gualdesi.

Penso di poter porgere a nome di tutti le condoglianze alle rispettive famiglie.

Il funerale di Anna si svolgerà sabato 8 settembre alle 14:30 presso l’Obitorio dell’ospedale di Sarzana in forma civile, poi prosegue per il cimitero dei Boschetti alla Spezia..

Del funerale di Jean Pierre non abbiamo notizie.

Gabriella Parmigiani

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Purtroppo tocca sempre a Piero Serani riportare la perdita un collega o di una collega. Questa volta ci ha comunicato con grande dispiacere della scomparsa della collega ed amica, Gabriella Parmigiani, che dal 1959 al 2000 è stata la segretaria dell’ufficio Nave con a capo Mario Mastrosanti.

Gabriella al pranzo saclantico del maggio 2012 prima che la malattia la invalidasse

Riporto le parole di Piero Serani:“Era lei che forniva a noi che navigavamo documenti e notizie su i movimenti della nave, prima della Maria Paolina e poi dell’Alliance. Povera Gabriella, ci ha lasciato stamani all’età di quasi 80 anni, li avrebbe compiuti il 16 Dicembre prossimo, dopo un lungo periodo di malattia. Ora starà preparando i documenti di navigazione per tutti i nostri naviganti che stanno già solcando i mari nell’aldilà.”

Che dire di Gabriella? Ricordo la disponibilità ad aiutare le persone perché aveva un carattere mite, gioviale e sempre pronta a sdrammatizzare, se eri nervoso bastava parlarne con lei e ti passava l’arrabbiatura, con il suo parlare calmo e sorridente.
Professionalmente nulla da eccepire anche quando passò all’ufficio del personale mantenne sempre la disponibilità.

Mi unisco a Piero nel porgere le più sentite condoglianze alla famiglia.

I funerali si svolgeranno martedì 14 Agosto alle ore 11:00 nella Chiesa di San Terenzo.

Giovanni Perazzo

Download PDFUn’altro Saclantico che ci abbandona. Stamani ho avuto notizia che il nostro collega Giovanni Perazzo ci ha lasciati. Ho conosciuto Giovanni nel lontano 1963 appena entrato al Centro Saclant. Non ricordo bene forse era entrato con il gruppo di Micarelli, come ditta esterna addetta alla manutenzione dell’edificio ed i suoi impianti. In seguito

tutto il gruppo fu assunto stabilmente. Ricordo che è sempre stato un bravo ragazzo, lavoratore, educato e sempre disponibile. I miei rapporti, per diversità e tipo di lavoro erano piuttosto sporadici, ma mi è rimasta un’impressione piacevole e gentile nei suoi riguardi. Senz’altro altri colleghi avranno dei ricordi più particolareggiati per essere stati più a contatto di gomito con Giovanni, che ci lascia a soli 79 anni dopo una malattia che non perdona. Non mi rimane altro che porgere le mie più sentite condoglianze alla famiglia da parte di tutti i Saclantici. Ciao Giovanni.

P:S. Le esequie avranno luogo Mercoledì 23/05/2018 alle 10:00 alla Chiesa dell’ospedale di La Spezia

Silvano Vollonino

Download PDFQuesta mattina preso ha suonato il telefono, era Massimo De Grandi; vedendo il suo numero ho avuto un brutto presentimento. Dopo pochi attimi ho avuto la conferma. Nella notte era mancato Silvano Vollonino.

La foto qui sopra ritrae Silvano al pranzo primaverile dei Saclantici del 2016. Era sereno e sembrava che il male fosse stato sconfitto. Invece ………..

Silvano da alcuni anni combatteva con un male che ha portato via più di un collega. Per un certo periodo sembrava che le cose si mettessero al meglio, si vedeva in prospettiva un miglioramento, Il male sembrava domato, ma esso lavorava in silenzio facendosi vivo, forse anche a causa di una trascurato avvertimento, mai dato. Avrebbe dovuto (se lo avesse saputo) ripetere alcuni controlli almeno una volta all’anno. Il male lo ha aggredito su un altro fronte ma, con il senno di poi, prevedibile.

Caro Silvano non meritavi questa fine. Sei sempre stato gentile con tutti, sempre disponibile e non ricordo un malinteso con nessuno.

Silvano era arrivato al centro a metà degli anni ’70 con l’installazione del calcolatore Univac 1100 come tecnico di manutenzione, con Massimo De Grandi, Enrico Boni ed altri. Erano i residenti Univac al centro e con loro ho passato diversi anni prima di passare ad altri incarichi. Quando il main-frame fu dismesso, Silvano e Massimo furono assunti al Centro diventando a tutti gli effetti Saclantici.

Con una delle tante riorganizzazioni Silvano e Massimo furono dirottati nei dipartimenti scientifici diventando responsabili del parco macchine e dei software in dotazione agli scienziate e ai tecnici scientifici: continuando con competenza e serietà la loro professione. Ricordo la precisione di Silvano. Se tra colleghi avevi bisogno di qualcosa, sia di software che di hadware spesso ti dicevano: ” Vai da Silvano che sicuramente lui ce l’ha” oppure “Silvano sicuramente l’ha tenuto”. Ed era sempre vero.

Addio Silvano

A nome di tutti i colleghi porgo, alla famiglia, le più sentite condoglianze .

I funerali avranno luogo Giovedì 15 Febbraio alle ore 15 presso la chiesa di San Francesco a Sarzana, vicino al vecchio ospedale ora Casa della Salute.

Alex Warn-Varnas

Download PDFHo avuto notizia da Germana Peggion che Alex Warn-Varnas è venuto a mancare a seguito di una caduta accidentale nella sua casa in Luisiana.

Era da tempo malato e poco meno di un mese sarebbe ritornato a ‘casa’, in un sobborgo di Chicago, città nella quale giunse molti anni fa come emigrato.

Alex era stato al centro come capo del Dipartimento di Oceanografia e aveva preso parte ad alcune crociere oceanografiche nel nord dell’Europa, ed era conosciuto come specialista di modelli di simulazione.

Warn-Varnas era approdato al Centro dopo vari incarichi in molti istituti.La sua carriera era iniziata alla NASA e successivamente alla General Dynamics and Astronautics, radiation physics all’Università  dell’Illinois IRE, al Geophysical Fluid Dynamics Institute (GFDI), Florida State University, Tallahassee, al Naval Research Laboratory (NRL), Washington, DC, Naval Ocean Research and Development Activity (NORDA)  e Head of Applied Oceanography Department at NATO’s SACLANT Undersea Research Centre.  Dopo il Centro ha lavorato al Dartmouth College, Woods Hole Oceanographic Institution (WHOI), SCRIPPS, Harvard University, University of Massachusetts, University of Waterloo, e al Polytechnic University of Puerto Rico. È stato autore e coautore di diverse pubblicazioni scientifiche.

 

Chiara Bodrato

Download PDFIeri Sabato 30 settembre alle ore 17 presso l’ospedale di Levanto si è spenta, dopo lunga malattia, Chiara Bodrato.
Chiara avrebbe compiuto 80 anni il prossimo 16 ottobre. Il Funerale avrà luogo martedì 3 Ottobre alle ore 15:00 nella Chiesa Maria Ausiliatrice del Canaletto in via Palmaria, la traversa tra viale S.Bartolomeo e via Carducci.
Chiara era stata per molti anni la segretaria del dipartimento ETD, la cui professionalità era indiscussa.

Chiara aveva vissuto in Austria, Inghilterra, Scozia, Francia e Spagna e aveva studiato lingue e letterature straniere all’Università di Firenze quindi non era solo una segretaria era molto di più: la padronanza delle lingue straniere e del latino ne fecero anche un’ottima insegnate. Molti figli di colleghi si avvalsero dei suoi insegnamenti.

Amava tradurre e fare cicli di conferenze sui temi a lei più congeniali quali la storia dell’arte (Botticelli) e la letteratura inglese (Byron e l’Italia, W.S.Maugham e l’apparente cinismo). Ma soprattutto amava scrivere: fu autrice della trilogia dei Racconti Spezzini (per lo più incentrati sul Canaletto, il quartiere dove viveva), di Rosa Stain, il Leone di Rosa Stain, L’ultima fuga, Le Querce di Mambre e Redde Rationem che le diedero notorietà alla Spezia e in Italia.

Per l’Università Popolare di Castelnuovo Magra e per L’Università della Terza Età della Spezia aveva tenuto brillantemente una serie di lezioni sulla Storia delle Religioni.
Lezioni molto seguite ed apprezzate per la sua chiara esposizione degli argomenti. Un parlare fluido senza interruzioni che avvinceva l’ascoltatore. Per se non volle alcun compenso; chiese che venissero acquistati generi alimentari da distribuire alle persone  bisognose di cui lei era coordinatrice.

La Città della Spezia con la scomparsa di Chiara Bodrato perde una protagonista attiva della vita cittadina.

Nota era la sua fede e la sua devozione alla Madonna di Lourdes. Per fede cristiana divenne prodiga di opere di carità. Si prese cura degli anziani senza dimora. Aveva affittato un appartamento per ospitare queste persone. Sicuramente Dio le renderà merito per questo esempio di vita.

Addio Chiara

Giuliano Tognarini

Download PDFIn questi giorni abbiamo ricevuto la notizia della scomparsa di Giuliano Tognarini un personaggio che ha fatto parte della storia del Centro.

Giuliano  con Alvaro Carrara ed Elvio Nacini costituivano il team dei cartografi prima dell’avvento dei sistemi GIS (Geographic Information System) con i quali tutti sono stati più o mano capaci di mettere dei dati geografici su una mappa.

Il loro era un lavoro nobile le cui basi si perdono nella notte dei tempi. Una scienza che si sviluppò ai tempi delle grandi scoperte geografiche. Era un lavoro prezioso. Qualunque esperimento scientifico non avrebbe avuto senso senza il loro contributo. A turno partecipavano a tutte le crociere scientifiche. Il lavoro era molto. A quei tempi le navi da ricerca l’Aragonese, la Maria Paolina G non stavano quasi mai in porto. Le crociere si susseguivano una dietro l’altra e le campagne scientifiche duravano anche diversi mesi. Con la loro abilità ricostruivano sulla carta l’andamento della crociera. Ogni misura era riportata sulle carta con estrema precisione. Le carte nautiche disegnate (a mano) da questi signori erano delle vere opere d’arte.

Tutti e tre venivano da istituzioni militari. Giuliano ed Elvio venivano dell’Istituto Idrografico della Marina Militare mentre Alvaro veniva dall’ IGM (Istituto Geografico Militare) quindi abituati ad un certo ambiente militare costituito da regole e formalità. Tanto è vero che per molti anni, pur lavorando gomito a gomito hanno continuato a darsi del lei. Soltanto una mattina, storica, Alvaro disse a Elvio: ” Oggi c’è una grande novità, abbiamo deciso che da oggi ci daremo del tu“.

Giuliano Tognarini con Enrico Muzi al tabolo di carteggio

Giuliano Tognarini con Enrico Muzi al tavolo di carteggio a bordo dell’Aragonese.

Giuliano con la moglie al pranzo del 2012 al ristorante Ala Bianca.

Giuliano con la moglie al pranzo del 2012 al ristorante Ala Bianca.

Che dire di Giuliano, un vero signore. Anche quando era giovane, per me, che l’ho conosciuto nel 1971, mi sembrava un signore di altri tempi. Splendido il suo sorriso che emanava tranquillità e serenità. Non ricordo di averlo visto arrabbiato o alterato.

Che bello se fossimo stati come lui.

Ciao Giuliano, sono sicuro che anche dove ti trovi adesso avrai sempre il sorriso sulle labbra.

Chi era Garibbo Alberto, per gli amici “Il Ga’ “

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Conobbi il Ga’ nel lontano 1964, quando entrò al centro Saclant. Fu assunto nel Sound Propagation Group, come analista, aveva fatto il liceo scientifico e non so se si era inscritto all’università, ma che non credo abbia mai frequentato. Il posto richiedeva una buona conoscenza di matematica da poter essere applicata all’analisi dei dati rilevati in mare. All’inizio non ci frequentammo molto, visto i pochi contatti che per motivi di lavoro avevamo, lui in un gruppo ed io al vecchio computer, regalo della marina americana al Saclantcent. Le nostre frequentazioni erano appena limitate al “Ciao”, “Ciao” quando ci incrociavamo nei corridoi.

Nel ’65 il vecchio computer venne dismesso, ormai obsoleto, ed io fui passato al laboratorio generale dove lavoravamo su richiesta dei vari gruppi di ricerca costruendo apparecchiature specifiche richieste e progettate dai ricercatori, (chiamati Scienziati) dei vari gruppi. A seconda del progetto per cui lavoravamo capitava anche, se il progetto era abbastanza grande, di venir passati al gruppo per cui lavoravamo.

E così accadde a me di venir passato al Sound Propagation prima per brevi periodi e poi in maniera definitiva. E fu così che mi ritrovai nello stesso gruppo del Ga’.

Dopo un po’ di tempo iniziammo a frequentarci, lui era piuttosto serio, aveva un paio d’anni più di me, sposato come me ed aveva due figli, maschio il più grande e la figlia per la quale stravedeva, perché mi sono accorto, poi col passare del tempo che aveva una certa predilezione per le femmine. Oh, intendiamoci bene, niente di male, tutto secondo la più ferrea onesta di marito e padre di famiglia, ma gli piaceva intrattenersi a parlare con le donne e queste ne erano felici. anche perché da giovane era un discreto ragazzo.

A quei tempi cominciarono le crociere di lavoro accompagnate da imbarcazioni più piccole come i dragamine che dovevano lanciare le sorgenti sonore costituite da bombette di profondità. E sia Alberto che Mari, un altro analista più anziano iniziarono a seguire il bombardiere per coordinare sia i run della nave e organizzare con il bombardiere i collegamenti via radio con la nave madre dove mi trovavo io al seguito delle apparecchiature da noi costruite. Passato quel periodo ci fu un po’ di rivoluzionamento del personale. Fu costituito un unico laboratorio affidato all’ing. Barbagelata con compiti di progettazione, costruzione e siccome era sopravvenuto anche l’uso del computer per l’analisi dei dati anche Alberto si ritrovo con noi nel nuovo gruppo denominato EED (Enginering Eletronic Department)

In quel periodo sia io che Alberto ci mettemmo a dieta e mangiavamo a mezzogiorno una mela che ci portavamo da casa. Quante mele ci siamo mangiati a quel tempo; lui alla sua scrivania ed io all’ora di pranzo andavo nel suo ufficio, mi mettevo davanti a lui e ci mangiavamo quelle mele scherzando e ridendo, poi, se era bel tempo andavamo a fare un giretto per i moli della marina militare e parlavamo e ci raccontavamo di tutto, da quello che succedeva nelle reciproche famiglie ai vari pettegolezzi che sentivamo in giro per il centro, e se ogni tanto io mi arrabbiavo per qualche controversia, calmo calmo sorridendo mi diceva :”Piero, non cominciare a fare le bizze” allora lo guardavo e tutto finiva in una risata.

Povero Ga’ ! quanto abbiamo riso assieme! Era proprio un brava persona, religiosissimo, ma di una religione intelligente, non bigotta. che sapeva capire anche coloro che non lo erano, come me. Forse per questo andavamo tanto d’accordo. Io rispettavo le sue idee e lui le mie. Quando andò in pensione nel ’96 usufruendo di una buonuscita data dal Centro per sfoltire un po’ di personale per me fu un dispiacere e i sette anni che rimasi prima del mio pensionamento furono più tristi come se mi fosse venuto a mancare un qualcosa di cui non mi rendevo conto. Caro Ga’ ci vedevamo soltanto in ricorrenza dei pranzi di noi pensionati, comunque non mancavamo mai di darci un colpo di telefono per sentirci ancora e avere notizie delle proprie famiglie.

Ed ora alla luce dei fatti, considerando anche la perdita di Enzo avvenuta pochi giorni fa, mi domando se tutto quello che facciamo nella vita specie quando ci arrovelliamo su questioni abbastanza futili sia veramente giustificato. Ciao Ga’.

 

Chi era Enzo Michelozzi

Download PDFEnzo Michelozzi ci ha lasciati per una crociera celeste, suppongo di quelle come diceva lui:Sa da fà in tutte le maniere. Caro il mio “Polverone”, come lo chiamavamo noi scherzosamente per quel suo modo di voler sempre arrivare a concludere positivamente un certo problema. Oh intendiamoci, un’intelligenza di prim’ordine accompagnata ad una volontà di ferro.

Conobbi Enzo nel lontano 1964, se non vado errato, io ero entrato al Saclant da appena 2 anni. Legammo subito, forse perché anche lui era toscano come me, e quella sua aria un po’ cialtroncella di noi toscani mi fece sentire subito a mio agio. A quei tempi eravamo entrambi fidanzati, ognuno nella propria città: lui a Pistoia ed io a Pisa. Lui era perito industriale e si era inscritto alla facoltà di geologia all’ateneo di Pisa. Lavorare e studiare contemporaneamente ti rende la vita un po’ stressante e lui cercava di strappare tutti i ritagli di tempo per poter studiare.  Mi ricordo che tutti i week-end andavamo a casa il venerdì sera e ripartivamo ognuno dalla sua città il lunedì mattina presto e spesso ci incontravamo in autostrada. Lui aveva una 500 ed io a quei tempi una DKW 750, (macchina stranissima a 2 tempi, 3 cilindri che andava a miscela al 2%). Essendo a 2 tempi aveva una buona ripresa e specie ai semafori molte macchine anche più pretenziose facevano brutte figure. Le prime volte che l’ho incontravo sull’autostrada specie se ero dietro vedevo un comportamento di guida strano accompagnato da leggeri sbandamenti a destra e a sinistra.
Dopo un po’ capii da cosa era causato: Studiava e ripassava le lezioni tenendo il libro aperto sul sedile del passeggero ed ogni tanto era costretto a prenderlo per leggere qualcosa o per voltare alla pagina seguente. Meno male che a quei tempi non c’era il traffico di oggi e una buona dose di fortuna non ha mai portato quel comportamento a dir poco incosciente a niente di disastroso.
Ma questo era Enzo, sempre impegnato in qualcosa da fare, dagli aggiustamenti e rifacimenti in muratura alla casa, che lo teneva impegnato, ormai anche dopo laureato passava il tempo libero a fare migliorie alla casa di cui andava orgoglioso per la vista mozzafiato di cui godeva. Poi così com’era, imbrattato di calce, magari veniva al lavoro. Ed io gli dicevo: “Oh Enzo, ma sei proprio un cialtronaccio, ma guarda in che condizione sei”. E lui di rimando “Perché sto male?”.
“Caro il mì Enzo”, come diceva la moglie Anna, che insieme ai tre figli lo adoravano. La Anna con la sua vocina, donna decisa che sa il fatto suo, ogni tanto lo redarguiva, e lui come un bravo cucciolone obbediva.
Ogni tanto gli dicevo “tu dovresti essere rinchiuso in un cassetto con su scritto “EMERGENZA” da tirare fuori soltanto quando si presentano situazioni di emergenza. Finita l’emergenza Via da bravo ritorna nel cassetto”. E lui ci rideva, perché capiva che quelle critiche erano condite da tanto affetto e rispetto per la sua professionalità.

Una volta a bordo del Paolina eravamo in Grecia, a quei tempi non avevamo aria condizionata a bordo ed in laboratorio avevamo più di 45 °C e sia noi che le apparecchiature cominciavamo ad andare in tilt.

Noi stavamo in costume da bagno ed a turno lasciavamo la nostra postazione per andare a fare una doccia a poppa dove avevano installato all’aperto una doccia d’acqua di mare. Poi così come eravamo si tornava in laboratorio per continuare il nostro lavoro ma alle apparecchiature, chiaramente non potevamo riservare il solito trattamento, e allora si ricorse a geniaccio di Enzo che in un paio d’ore trovò due ventilatori piuttosto potenti e con cartone e scotch di carta mise su una condotta di circa 20 cm di diametro che partiva dagli alimentatori di potenza a rischio d’incedio si sviluppava lungo la murata del laboratorio per andare a scaricare l’aria prelevata fuori dall’oblo. Una vera opera d’arte che avrebbe fatto invidia a qualsiasi installatore di aria condizionata. E così anche quella volta grazie al bimbo “Emergenza” portammo a termine la crociera senza danni.

Visto che dormivamo sempre insieme in una cabina esterna della Maria Paolina, io nel letto basso e lui in quello alto, la sera una volta a letto leggevamo entrambi e quando ad un certo punto non sentivo più girare le pagine capivo che dormiva ed allora mi alzavo e lo trovavo che dormiva con il libro su gli occhi, e allora piano piano,per non svegliarlo gli toglievo il libro dalla faccia, gli spengevo la luce come si fa ai bambini quando sono piccoli, d’altra parte ero più vecchio di ben cinque mesi.

Ora che te ne sei andato in maniera così brusca lasciandomi costernato non mi rimane altro che il buon ricordo di una persona veramente buona con la quale mi sento onorato di essere stato amico, collega e di aver trascorso con te buona parte della mia vita.